Panico nel Paese: un terrorista armato in libertà

Gli attentatori pronti a colpire potrebbero essere diversi. Il ruolo di una talpa dei servizi segreti

Un predicatore salafita che ha indottrinato decine di immigrati del centro di accoglienza di Tempelhof, una talpa nei servizi segreti e latitanti appartenenti al sedicente Stato Islamico in fuga. La Germania ha paura, soprattutto dopo il rilascio di un giovane pachistano, completamente estraneo al brutale attentato di lunedì sera. Un uomo armato, ma potrebbero anche esserci due complici, si aggira senza vivere la condizione della fiera braccata, e con gli strumenti per tornare a commettere altri atti criminosi. Il flop della polizia tedesca dopo la strage al mercatino di Breitscheidplatz, somiglia tanto alle leggerezze commesse dalle autorità del Belgio in seguito ai terribili fatti all'aeroporto di Zaventem. È finito in manette Naveed Bilal, l'uomo sbagliato, mentre il jihadista che ha seminato il panico nel quartiere di Charlottemburg, dopo aver ucciso l'autista del tir, il 37enne polacco Lukasz Urban, ha fatto perdere le proprie tracce.

Le avvisaglie che qualcosa non tornasse sono emerse fin dai minuti successivi alla strage. Poco dopo l'attentato alcune persone avevano infatti segnalato alla polizia la presenza di un paio di uomini armati di mitragliatore, diretti verso il quartiere Mitte, nella zona centrale dell'ex Berlino Est. A quel punto il sindaco Michael Müller aveva emesso l'ordinanza di chiusura di tutta la rete della metropolitana (anche in virtù di un allarme bomba) e di limitazione solo ad alcune zone della città del traffico dei mezzi pubblici di superficie. Gli episodi e le indiscrezioni sono stati in parte accreditati dalle parole pronunciate nel pomeriggio da Holger Muench, il capo del Bundeskriminalamts (Bka), la polizia criminale tedesca. «Dobbiamo ancora stabilire se ad agire siano stati uno o più attentatori - ha rivelato - Non sappiamo con certezza se l'attacco sia di origine islamista. Non è una cosa sicura, certa, dobbiamo guardare in tutte le direzioni».

Unità speciali della polizia hanno fatto irruzione in mattinata all'hangar dell'ex aeroporto di Tempelhof, sede del campo profughi dove ha soggiornato anche Naveed Bilal. In particolare, nel campo profughi sono stati sentiti quattro giovani, tre pachistani e un afghano. Le indagini proseguono a tutto campo, ma in queste ultime ore sembrano convergere verso la figura di Mohamed Mahmoud, predicatore salafita berlinese, volato in Siria nei mesi scorsi per combattere al fianco degli uomini del Califfato. Mahmoud, e il suo «luogotenente» Abu Walaa, arrestato di recente a Toenisvorst (nei pressi di Düsseldorf), sono riusciti a radicalizzare in Germania parecchi immigrati, arrivando persino a inserire una talpa islamica nei servizi segreti tedeschi. L'infiltrato, il 51enne Roque Marin, è stato arrestato due settimane fa, ma avrebbe agito indisturbato per un anno e mezzo, passando informazioni preziose allo stesso Mahmoud e rivelando tutte le criticità delle forze di polizia della Germania.LG