Papa e Sicilia L'estate nera di Espresso e Repubblica

di«C adere nell'errore è proprio dell'uomo, ma è diabolico insistere», scriveva Sant'Agostino nei suoi Sermones . La Santa Sede, forse ispirata dall'autore delle Confessioni , ha pensato che era ora di dire basta a quelli che giocano d'anticipo con il Pontefice o che continuano a farsi suoi interpreti senza esserlo. Di chi parliamo? Il caso è di pubblico dominio, tanto che ieri sulla prima pagina di Repubblica campeggiava un fondo che attaccava il Vaticano, colpevole di aver «sanzionato» il giornale di Ezio Mauro. Con malcelato risentimento, si accusa la Santa Sede di discriminazione perché ha deciso di escludere il vaticanista del quotidiano dall'aereo papale, che porterà Francesco a Cuba. Il motivo? Aver pubblicato in anticipo su l'Espresso e sul sito di Repubblica l'Enciclica sull'ambiente. Premesso che siamo solidali con i giornalisti, al posto loro avremmo preso la stessa decisione, resta il fatto che la reazione della Santa Sede, per quanto discriminatoria, avviene dopo una serie di quelli che la sala stampa vaticana ha considerato piccoli sgarbi. Essì perché l'anticipazione dell'Enciclica è solo l'ultimo episodio che ha irritato il Pontefice. Prima, e per ben due volte, nel novembre scorso e pochi giorni fa, Repubblica ha pubblicato le interviste al Papa a firma di Eugenio Scalfari, entrambe duramente contestate dalla Santa Sede. Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa vaticana, ha smentito diverse affermazioni che il fondatore di Repubblica attribuisce a Francesco. Dopo l'ultimo colloquio con il Pontefice, poi, la nota diffusa dal Vaticano è tranchant : «Come già in precedenza in una circostanza analoga, bisogna far notare che ciò che Scalfari attribuisce al Papa, riferendo tra virgolette le sue parole, è frutto della sua memoria di esperto giornalista ma non di trascrizione precisa…». Insomma, un'estate nera per i giornali del gruppo Espresso, che sono ancora protagonisti in questi giorni per la vicenda Crocetta. Il settimanale, infatti, ha pubblicato delle intercettazioni in cui il governatore siciliano, al telefono con il suo medico indagato per truffa, ascolta senza reagire le minacce a Lucia Borsellino. Peccato che la Procura palermitana abbia smentito più volte l'esistenza di quell'intercettazione. Ma c'è di più. Secondo alcune indiscrezioni, la telefonata sarebbe stata fatta ascoltare da alcuni investigatori al giornalista dell' Espresso per poi sparire o essere addirittura distrutta. Insomma, non potrà mai essere provata. Lo stesso Pm Francesco Lo Voi è stato categorico: «Se fosse esistita, l'avremmo certamente utilizzata».