Papa Francesco spegne ottanta candeline sulle note di un Baglioni "benefico"

Tre ore di spettacolo nel grande auditorium vicino a piazza San Pietro

Prima Claudio Baglioni chitarra alla mano canta Fratello Sole Sorella Luna in una Piazza San Pietro vuota e gelata. Poi un attimo di silenzio e l'Aula Paolo VI diventa il teatro di un evento pop unico al mondo: nel giorno degli ottanta anni di Papa Francesco, ieri sera è andato in scena «Avrai», un concerto in mondovisione (e diretta radiofonica su Rtl 102.5 e Radio Zeta l'Italiana) dedicato a raccogliere fondi per i bambini di Bangui nella Repubblica Centrafricana e quelli terremotati nel Centro Italia (sul palco c'erano i ragazzini di Accumoli).

Tra l'altro a Bangui, sconvolta da una disastrosa guerra civile, il Papa ha aperto il Giubileo che si sta chiudendo in queste settimane. Da allora sono trascorsi decine di viaggi, centinaia di discorsi, polemiche, vicende che hanno sferragliato intorno al mondo con la violenza che tutti ben conosciamo. Perciò ieri sera il concerto è stata una sorta di pausa tra le parole e le richieste di aiuto. Insomma, tre ore di Baglioni con i settanta elementi dell'Orchestra Sinfonica di Roma, il Coro Giuseppe Verdi e la superband che da sempre accompagna l'artista. E ha fatto un certo effetto sentire dentro l'auditorium più grande del mondo, a pochi passi da San Pietro, i cori e gli applausi di un concerto pop, con l'entusiasmo spontaneo di chi, dietro ai cardinali e al presidente del Senato Pietro Grasso, ha seguito uno show come è raramente capitato di vedere.

Pagato il prezzo all'inevitabile quota di retorica, è molto difficile veder abbracciate così evidentemente la musica, la fede e la solidarietà che molto spesso viene sventolata per comodità ma che raramente arriva all'obiettivo voluto. Stavolta, invece, in una Roma sempre più opaca qui sembra tutto cristallino. Oltre settemila paganti (biglietti tra i 60 e i 100 euro) e 500mila euro già raccolti dalla Fondazione O' Scià e girate alla Fondazione San Giovanni XXIII. Una cifra destinata a salire perché tutti gli operatori telefonici hanno messo a disposizione fino al 21 dicembre il numero 45523 per fare donazioni.

E proprio Francesco, che è stato l'ispiratore di questo evento, è intervenuto parlando a modo proprio, spontaneamente ma senza usare troppi giri di parole. Lasciati fuori i temi più «politici», Sua Santità ha ringraziato gli «artigiani della misericordia» in questi giorni si sono rimboccati le maniche qui sotto il palco e poi si è concesso una battuta: «A volte qualcuno mi chiede "Ma lei, Padre, parla sempre dei poveri e della misericordia?" Sì, dico, ma non è una malattia...». «Per questo diventare artigiani della carità è come investire non in borsa ma in Paradiso».

Linguaggio pastorale. Poi, tra una canzone e l'altra, tra Poster e Strada Facendo, tra Io sono qui e la Vita è adesso e canti natalizi come Tu scendi dalle stelle o White Christmas, è iniziata la lunga processione di ospiti, da Beppe Fiorello a Isabella Ferrari fino a Laura Morante, Giorgio Pasotti e Alessandro Preziosi. Tutti impegnati a leggere brevi interventi legati ai temi del concerto. Tutti ovviamente intrisi di inevitabile e comprensibile buonismo. Però alla fine, dopo tre ore nelle quali Baglioni ha tenuto a bada una fastidiosa laringite, il concerto è filato via liscio. Pubblico (cardinali compresi) molto soddisfatto, almeno a giudicare dalle mitragliate di applausi. E un bel risultato concreto, ossia i fondi. Dopotutto, obiettivo raggiunto.