Il Papa in trionfo nella Colombia che cerca pace

Bergoglio, accolto da 700mila fedeli, cita Garcia Márquez e invita a denunciare i «narcos»

Serena Sartini

Sono passati appena dieci mesi dallo storico accordo tra il governo e i guerriglieri delle Farc, in Colombia; 54 anni di guerra, oltre 260mila morti. Il presidente Juan Manuel Santos, Premio Nobel della Pace, indossa una spilletta a forma di colomba sulla giacca; nella cerimonia ufficiale al palazzo presidenziale di Bogotà, Santos accoglie il Papa e accende una torcia con intagliata una colomba stilizzata. Tutto parla di pace.

Gesti e parole di Francesco nel Paese sudamericano dove la pace appare ancora un'utopia ma dove i passi verso una riconciliazione sono da gigante, grazie anche al ruolo giocato dal Papa e dalla diplomazia vaticana.

Francesco vola in Colombia per il suo ventesimo viaggio internazionale, incontra le autorità politiche e religiose del Paese, ma soprattutto abbraccia un popolo sofferente e fervente. Una folla di oltre 700mila fedeli ha fatto ala al Pontefice nei 15 chilometri percorsi tra l'aeroporto di Bogotà e la nunziatura apostolica (dove Bergoglio pernotta).

Al suo arrivo il Papa argentino ha salutato un gruppo di bambini. Tra loro anche Emmanuel, figlio di Clara Rojas, oggi parlamentare liberale, sequestrata nel 2002 e ostaggio per anni delle Farc nella selva colombiana. «Emmanuel ha detto il presidente Santos rappresenta quello che viviamo: un bambino nato in guerra che ha l'opportunità di crescere in un paese in pace».

«L'ingiustizia è la radice dei mali sociali», ha detto Bergoglio nel suo primo discorso in terra colombiana. È necessario «risolvere le cause strutturali della povertà», ha aggiunto il Pontefice sottolineando che «non è la legge del più forte, ma la forza della legge, quella che è approvata da tutti, a reggere la convivenza pacifica». Poi l'incoraggiamento a proseguire «nello sforzo di costruire l'unità della nazione» malgrado gli ostacoli, rifuggendo «da ogni tentazione di vendetta e ricerca di interessi solo particolari e a breve termine». Francesco ha espresso apprezzamento «per gli sforzi compiuti, negli ultimi decenni, per porre fine alla violenza armata e trovare vie di riconciliazione. I passi avanti fanno crescere la speranza, nella convinzione che la ricerca della pace sia un lavoro sempre aperto, un compito che non dà tregua e che esige l'impegno di tutti».

Infine, doppia citazione di Bergoglio di Gabriel Garcia Márquez. Prima un pezzo del discorso che lo scrittore tenne quando ritirò il premio Nobel per la letteratura, nel 1982: «La solitudine di stare sempre gli uni contro gli altri si conta oramai a decenni e sa di cent'anni; non vogliamo che qualsiasi tipo di violenza restringa o annulli ancora una sola vita». Poi: «Non immaginavo che fosse più facile iniziare una guerra che concluderla».

Infine, incontrando i vescovi colombiani, il Papa li ha invitati a denunciare i narcos. «Non abbiate paura di alzare serenamente la voce per ricordare a tutti che una società che si lascia sedurre dal miraggio del narcotraffico trascina sé stessa in quella metastasi morale che mercanteggia l'inferno e semina dovunque la corruzione, e nello stesso tempo ingrassa i paradisi fiscali».