Il paradosso: okkupanti sì abusi edilizi no

di Giuseppe Marino

Da due giorni la Rete ribolle di rabbia e incredulità. La direzione che il governo ha impresso al dibattito scatena una serie di effetti paradossali che chiunque può intuire.

Classici commenti avvistati in queste ore su Twitter: «Ricapitoliamo: se non ho una casa ne rubo una e lo stato non potrà sgomberarmi e riconsegnarla al proprietario senza darne prima una a me». Sullo stesso tenore: «Il messaggio che arriva dicendo che non si sgomberano finché non si trova una soluzione alternativa loro gradita è:occupi e ti trovano casa!».

La goffa manovra del governo ha trasformato un problema di solidarietà e di gestione di quell'accoglienza tanto sbandierata ma sempre attuata in modo pasticciato, in una clamorosa negazione di ogni pretesa di legalità. La difficoltà a sgomberare chi occupa abusivamente c'è sempre stata e infatti le mafiette romane e milanesi del «diritto alla casa» sanno bene quali tasti legali toccare per evitare di essere cacciati: portare una donna incinta o un bambino, spesso usati come «scudi umani». Ma sommando gli effetti del decreto sicurezza alla direttiva che il Viminale sta preparando, si finisce con l'istituzionalizzare il diritto di chi occupa abusivamente ad avere, in cambio del rispetto del diritto alla proprietà, una casa in cambio.

Facile prevedere che questo darà una nuova spinta alle occupazioni abusive che, non va dimenticato, riguardano spesso anche le case popolari, quindi finiscono per trasformarsi nel diniego del diritto alla casa per chi lo avrebbe legittimamente in base alle graduatorie comunali. Un timbro di Stato che avalla una guerra tra poveri. Un errore clamoroso che in teoria dovrebbe piacere poco anche a tanti sindaci di sinistra. A Milano ad esempio, la giunta Pisapia si è battuta contro le occupazioni abusive delle case popolari. Una svista incredibile, che potrà incidere in modo grave anche sui tempi della giustizia civile.

E pensare che la maggioranza al governo si vanta di essere paladina della legalità. C'è da chiedersi come si concilia, dal punto di vista dei principi del diritto, lo stop agli sgomberi con l'accelerata sulle demolizioni degli edifici abusivi sbandierata dal governo appena pochi giorni fa, all'indomani del terremoto di Ischia. In sostanza il governo dice che chi si impossessa della casa altrui, violando il diritto di proprietà tutelato dal codice penale, merita un'altra casa. Invece, chi possiede un terreno e vi costruisce in violazione di una norma urbanistica, va punito con la demolizione, dovrà pagare le spese e non avrà un'altra casa.