Paragone striglia il M5S: "Ci vuole coerenza, stop alleanze col Pd"

Il senatore grillino critico sulla manovra: "La rivoluzione verde deve iniziare dalle bollette, altrimenti sono solo chiacchiere". E avverte: "Non so se la voterò"

Gianluigi Paragone rappresenta uno dei malpancisti all'interno del Movimento 5 Stelle, come testimonia il mancato voto di fiducia nei confronti del governo Conte bis. Tra critiche e batoste elettorali la strada da percorrere è una sola: far fare un salto di radicalità. Il senatore, intervistato da La Verità, ha avvertito: "Se non c'è un contenitore capace di dare ascolto alle troppe disperazioni Italiane sarebbe un disastro peggiore". E bisogna dare una forte speranza altrimenti "questa rabbia si riverserà nelle strade. Ce n'e ancora tanta".

"Basta alleanze"

Inevitabilmente è stato toccato anche il tema delle alleanze con il Partito democratico: "Non va assolutamente ripetuta perché penso che il fronte riformista nell'immaginario di chi vota abbia tradito i lavoratori e i precari, i non garantiti. Se ti allei con lui smetti di essere referente di quegli elettori". Dunque in Emilia-Romagna bisognerebbe "essere coerenti: se per tanti anni il Movimento 5 stelle ha detto che il Pd non è il modello vincente, è ovvio che non ti devi alleare con il Pd". Ma un'eventuale sconfitta il 26 gennaio non dovrebbe avere ripercussioni sul governo giallorosso: "Le regionali hanno un carattere politico, ma non perché dalle loro sorti dipende il governo". Ma comunque sia resta il fatto che l'esecutivo "deve cambiare passo".

Oggi in Parlamento arriva la manovra e il giornalista deve ancora valutare se votarla o meno: "Voglio vedere la versione finale. Io non ho votato la fiducia. Non dare per scontato che voterò la manovra". E in effetti ci sono diverse questioni che fanno riflettere: "Avrei voluto vedere un impegno più forte a difesa delle famiglie e dei consumatori.". A non piacere è la "somma di mini tasse". Nel mirino è finita anche la serie di misure definite ambientaliste: "Se fai così il Green New Deal resta solo uno slogan. La rivoluzione verde deve iniziare dalle bollette, altrimenti sono solo chiacchiere".

Paragone ha parlato anche degli alleati: "Temo che il Pd di Nicola Zingaretti non sia ancora abbastanza diverso da quello di Matteo Renzi". E infine ha detto la sua pure su Matteo Salvini: "Oggi il vento è a suo favore e questo vento non lo puoi fermare con le mani".

Commenti

dagoleo

Lun, 04/11/2019 - 13:47

ripeto che Paragone e Di Battista sono gli unici due intelligenti dei 5S. gli altri tutti una massa d'incapaci.

Ritratto di Friulano.doc

Friulano.doc

Lun, 04/11/2019 - 13:52

Ci vuole coerenza... Ho l'impressione che in quanto a coerenza i pentastellati siano fermi alla prima repubblica...

Ritratto di pinox

pinox

Lun, 04/11/2019 - 22:27

paragone sta in un movimento dove una linea politica coerente non esiste e non è mai esistita, dove non esiste nemmeno un confronto nè una democrazia interna. esistono solo 2 padroni che manovrano tutti e in casi estremi usando quella buffonata della piattaforma rousseau, dove escono fuori votazioni che per esempio firmano il suicidio politico con percentuali addirittura dell'80%....se è veramente una persona intelligente non deve rimanere lì, fine.