Parcheggi gratis dappertutto, la ricarica è ancora un caos

L'area C, le tariffe del parcheggio alte e i mezzi che diventano spesso un problema per chi non ha orari di lavoro canonici, soprattutto se non si vive in una zona ben servita dalle metro. E poi il car sharing che alla lunga incide anche qualche centinaio di euro sulla spesa mensile: tutti motivi che sempre più spesso invogliano a buttarsi sull'elettrico. A Milano gli incentivi ci sono già, seppur non sotto forma di ecobonus. L'esenzione dal bollo auto e dall'area C, ad esempio. O il pass con cui è possibile parcheggiare gratuitamente sia nelle strisce blu che in quelle gialle. Così qualche mese fa anche io ho deciso di buttarmi sull'elettrico. E, nonostante gli innegabili vantaggi, ho scoperto che non sempre la città «più vivibile d'Italia» si dimostra all'altezza quando si parla di «rifornimento». Per chi si sposta verso l'hinterland, ma anche per chi si muove in città. E per chi non può permettersi di caricare l'auto a casa, magari di notte, ottimizzando i tempi non proprio brevi per avere la massima autonomia. E per quanto a Milano non manchino le colonnine (ce ne sono oltre un centinaio sul territorio comunale e si punta a installarne un migliaio nei prossimi anni) i disagi restano.

A partire dagli operatori che gestiscono i punti di ricarica. Le possibilità sono molteplici: A2A che però costringe a un abbonamento da 15 euro ogni tre mesi , Enel e Evway le principali. E in alcuni centri commerciali si può ricaricare l'auto gratuitamente mentre si fa la spesa. La pluralità di operatori (e di prese) obbliga però a registrarsi a tutti i servizi. E ad attivare sborsando anche solo pochi spiccioli un portafoglio virtuale a cui il sistema attinge dopo aver staccato la spina e ricaricato la batteria. Il rischio altrimenti è quello di restare a secco vicino a una colonnina a cui non ci si può agganciare.

Sempre che si riesca effettivamente a raggiungerla. Già, perché non è così raro trovarne di non funzionanti (e non sempre le app dedicate lo segnalano), come denunciano in molti nei forum specializzati. E anche quando funziona, gli ostacoli restano. Come le auto a motore termico posteggiate davanti le stazioni. O i gialloni come chiamano molti le auto del car sharing attaccate ore alle prese delle isole digitali. O altri veicoli elettrici lasciati in sosta, anche senza necessità di ricarica, nonostante il regolamento limiti a due ore l'uso di ogni presa.