Pari opportunità, Italia senza ministro zittita all'Onu Carfagna accusa: «Occasione persa»

La parità di genere da terreno di scontro tra Forza Italia e Pd a occasione per un'altra figuraccia a livello internazionale. L'ennesima. Tutto «merito» di Matteo Renzi, a cui piace stare al passo con i tempi ma che ci fa apparire retrogradi agli occhi del mondo. Brutta sorpresa per il sottosegretario agli Esteri Benedetto Della Vedova, ieri a New York per intervenire alla 59esima sessione della Commissione Onu sulla condizione femminile. L'occasione era il ventesimo anniversario della Conferenza sulle donne di Pechino del 1995. Macché. Evidentemente il rappresentante di un Paese senza ministro alle Pari Opportunità non gode di parità di trattamento nei confronti di altri colleghi. Il contrappasso, più o meno. Niente di persecutorio, solo che (vista l'impossibilità di ospitare tutti) veniva data la priorità ai paesi rappresentati da un ministro. E noi avendo solo il sottosegretario, siamo scesi in graduatoria finendo per restarne fuori. D'altronde il rischio che un'eventualità del genere si presentasse era stato fatto presente dalla portavoce dei deputati azzurri, Mara Carfagna, che aveva denunciato che la presenza dell'onorevole Martelli, consigliera del presidente Renzi in materia di Pari Opportunità, non avrebbe permesso agli italiani di potersi esprimere. E pensare che la Boschi aveva dichiarato che «questo è comunque un governo delle Pari Opportunità». Battuta fischiata dalla platea dem che, invece, aveva applaudito la richiesta dell'ex ministro Carfagna di nominare un ministro per le Pari Opportunità. Commenta Carfagna: «Un'occasione sprecata e un'inaccettabile sottovalutazione dell'importanza che queste tematiche hanno per la crescita sociale ed economica del nostro Paese».