Parisi a Salvini: basta attacchi a Berlusconi. "Sì a proporzionale e norma antiribaltone"

Il manager: la Lega capisca che l'Europa va migliorata, non abbandonata

Roma - «Con Forza Italia ci sono due percorsi paralleli: noi andiamo a prendere il nuovo, loro consolidano l'esistente. E i leader del centrodestra dovrebbero passare meno tempo ad attaccarmi». A spiegarlo è Stefano Parisi, che ieri era a Bruxelles per una tappa del sua conferenza «Megawatt», che sta portando in giro per l'Italia per promuovere il suo progetto politico «Energie per l'Italia».

Nella sede del Parlamento Europeo, Parisi ha incontrato il neo presidente Antonio Tajani, e alcuni deputati del centrodestra. Il cui futuro, spiega, «si capirà quando ci sarà una nuova legge elettorale e si saprà quali alleanze sono necessarie o meno». Oggi, però, «l'importante è ricostruire una nostra identità». Lui una sua idea del sistema elettorale da costruire post-sentenza della Consulta ce l'ha, e la ha spiegata lunedì sera ad Abano, intervistato dal condirettore del Giornale, Giuseppe De Bellis: «Serve un proporzionale puro, con la sfiducia costruttiva e con una norma che impedisca i cambi di alleanze: se accade, si rivota». In ogni caso, Parisi non esclude un'alleanza con la Lega di Matteo Salvini: «È possibile, ma solo se Salvini smette di attaccare Berlusconi un giorno sì e un giorno no e se si costruisce insieme un programma chiaro».

E il leader di questo centrodestra chi deve essere? «Non importa il chi, importa il cosa e il come - svicola lui -; il problema non è tanto mettersi d'accordo tra un partito e l'altro, ma ritrovare la fiducia degli italiani, che la hanno persa». Di certo, aggiunge, «dobbiamo essere chiaramente alternativi alla sinistra e al renzismo». Quanto alla data del voto, anticipato o meno, «non importa andare a votare un mese prima o un mese dopo, l'importante è andarci con un sistema elettorale chiaro e funzionante». Con il Carroccio di Salvini tiene però a sottolineare le distanze su un tema centrale, quello dell'Unione europea. «La Lega dice deve capire che fuori dall'Europa non si può andare, perché noi italiani siamo l'Europa. E ad essa siamo fortemente legati, e vogliamo migliorarla sì, ma standoci dentro». Per questo, aggiunge, l'elezione di Antonio Tajani a presidente dell'Europarlamento «è la miglior notizia per l'Italia. È l'Italia che può finalmente lavorare, dal cuore delle istituzioni dell'Unione, per poterle cambiare».

Il fenomeno Grillo e la crescita del Movimento Cinque Stelle sono «un pericolo». Ma se i grillini aumentano nei sondaggi «la colpa è della politica, che non sa essere credibile». «Purtroppo - aggiunge l'ex candidato sindaco di Milano per il centrodestra - la politica ha smesso di ascoltare il Paese, è sempre in riunione, sono sempre in riunione tra loro. Non va bene: bisogna stare in mezzo alla gente e ascoltare. Le persone sono arrabbiate, disorientate. Credo abbiano voglia di una nuova rappresentanza politica, lo hanno dimostrato e credo che questo sia il tema di fondo. Nessuno - conclude - si deve fare da parte, e tutti possono dare un contributo».

Commenti
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mvasconi

Mer, 25/01/2017 - 08:51

il perdente non rappresenta nessuno se non gli stessi gruppi del giullare no al ritorno del proporzionale

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Tuula

Mer, 25/01/2017 - 09:42

Io sto con Salvini e la Meloni

Giulio42

Mer, 25/01/2017 - 09:51

L'Europa non va migliorata, va semplicemente rifatta. E nello statuto ci deve essere parità di diritti e di doveri, la Nato, deve difendere i confini dell'Europa e non lasciare ai singoli paesi l'onere. L'Europa dei burocrati e dei parolai ha fallito, la globalizzazione è da eliminare come la libera circolazione delle genti. Qualcuno lo spieghi a Berlusconi, con questa politica si va a fondo.

INGVDI

Mer, 25/01/2017 - 11:21

Parisi, l'uomo giusto per portare FI nell'area PD.

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Ratiosemper

Mer, 25/01/2017 - 18:41

Ogni tanto si rivede questo fine stratega che si materializza "elettricamente" per dare una scossa di novità. Questa novità consiste solitamente nella solita litania di propositi inespressi di conciliazione con la Lega, di minacce a Salvini e, in ultimo, guarda-guarda di difesa della dittatura euro-cratica. E' un vero esempio di "moderato", con lo scopo di sempre: quello di far finta di dire qualcosa di nuovo, tanto comunque per non dire niente.