Parisi scalcia l'area di centro e prosegue nella caccia alle firme

Stefano Parisi (nella foto), leader di Energie per l'Italia, va a caccia di firme. Non essendo il suo partito già in Parlamento, Parisi dovrà raccogliere 25mila firme da qui al 29 gennaio. Lo impone la legge. Un rischio che stava correndo anche Emma Bonino con la sua neonata lista+Europa. E infatti Parisi, in un'intervista al «Corriere della Sera», non senza sarcasmo afferma: «Noi non abbiamo un Tabacci che ci salva - spiega - Ma il 4 marzo il nostro simbolo giallo Energie per l'Italia sarà su tutte le schede elettorali». Nonostante Parisi non faccia parte della cosiddetta quarta gamba della coalizione, lo stesso ribadisce da che parte sta: «Siamo di centrodestra e lo diciamo con orgoglio. Siamo più noi di centrodestra rispetto ai promotori della quarta gamba che hanno seggiole e poltrone nel governo Gentiloni». E ancora: «La nostra è una proposta autentica; non è certo quella proposta da Zanetti, Lupi e Tosi». Forza Italia, intanto, ha «soffiato» alla sua «Energia per l'Italia» i coordinatori regionali della Lombardia (Daniele Nava) e del Lazio (Erder Mazzocchi). Ma Parisi non se ne cura e promette l'exploit alle prossime elezioni Politiche del 4 marzo.