Parola di Pd: «Scandalo Rai3 Censura per Fi e spot per M5S»

Onorevole Anzaldi (Pd), il capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta, suo collega in Vigilanza, lamenta di essere stato invitato a «Politics», poi l'invito è stato cancellato, quindi nuovamente inoltrato ma a condizioni diverse. «Siamo alle comiche finali» dice Brunetta. Lei che dice?

«È molto raro che io la pensi come Brunetta ma in questo caso devo dire che ha ragione. Anzi, chiedo alla Rai: perché in queste prime sette puntate del talk show di RaiTre un partito come Forza Italia, con i suoi dirigenti, non è mai stato invitato?»

Lei che risposta si dà?

«Non lo so, devono spiegarlo loro. Purtroppo in queste settimane è emersa una gestione pressappochista e sciatta, se non di peggio, di quella che una volta era la serata di informazione più importante dell'intero servizio pubblico. Siamo di fronte ad una gestione incomprensibile, che danneggia l'azienda. Perché Forza Italia non è mai stata invitata, mentre si profila l'ennesimo monologo di un esponente del Movimento 5 stelle? In questo caso Di Battista».

Non dovrebbero ospitare un esponente grillino?

«Non si tratta di stabilire chi debba o non debba essere invitato, ma di rispettare le pari opportunità per i diversi partiti. I Cinque Stelle hanno già avuto un'intervista da solo con Luigi Di Maio, un'ospitata del senatore Morra e un'intera puntata col consigliere Rai eletto dal M5s, Carlo Freccero, che peraltro dice pubblicamente che la sua prima missione è fare campagna per il No e contro il governo Renzi. E stasera si annuncia l'ennesimo monologo per un esponente M5s: qualcuno spera a Raitre che con la faziosità riescano a risollevare gli ascolti deludenti della trasmissione? Se fosse così non soltanto sbaglierebbero i conti, visto che fino ad oggi l'unico botto di ascolti l'hanno avuto con Matteo Renzi, ma commetterebbero una violazione di legge».

Sta dicendo che la Rai sta violando la par condicio?

«Saranno gli organi di vigilanza a dirlo. Di certo c'è che il capogruppo di Forza Italia è stato invitato per due volte, e per due volte è stato poi cancellato. E al suo posto c'è un'intervista a un esponente dei Cinque Stelle. Se non vogliono dare spiegazioni al Parlamento e ai telespettatori che pagano il canone, i vari direttori strapagati dovranno chiarire all'Agcom».

Commenti

florio

Mar, 18/10/2016 - 11:38

L'azienda RAI che sia in mano ai kompagni è risaputo, ora che al governo ci sono loro vengono fuori tutte le porcate, con Berlusconi si contavano i minuti per par condicio, ora il regime rosso gestisce a proprio piacimento i palinsesti, popolo italiano muto e guai chi osa ribellarsi al potere rosso. Urlare alla democrazia fa comodo solo quando governano gli altri. Arriverà il momento della resa dei conti luridi bolscevichi!