Partecipazione politica, la classifica delle regioni ​dalla più alla meno virtuosa

L'Istituto di ricerche Demoskopika ha classificato le regioni italiane in base alla partecipazione elettorale e politica dei cittadini e alla presenza delle donne e dei giovani negli enti locali

La politica non appassiona in modo uguale in tutta Italia: Valle D'Aosta, Basilicata e Trentino Alto Adige sono le regioni più virtuose, mentre Liguria, Campania e Piemonte sono quelle "più chiuse".

L'Istituto di ricerche Demoskopika che ha calcolato l'Aspo, l'indice di apertura del sistema politico delle regioni italiane, in base alla partecipazione elettorale e politica dei cittadini, la presenza delle donne e dei giovani negli enti locali.

Partecipazione elettorale

Per quanto riguarda la partecipazione elettorale il primato va ai lombardi, la cui media di affluenza alle urne è del 76,8%, superiore di ben dieci punti alla media nazionale (66,7%). In seconda posizione troviamo il Trentino Alto Adige, dove oltre sette residenti su dieci (74,5%) dimostrano di partecipare "attivamente" alle consultazioni elettorali. Seguono la Valle d'Aosta con il 74%, il Lazio con il 72,9%, il Piemonte con il 71,9%, il Veneto con il 71,8%, l'Umbria con il 69,5%, l'Abruzzo con il 68,8%, il Molise con il 67,9%, le Marche con il 67,5%, la Toscana con 67,3% e il Friuli Venezia Giulia con il 66,7% .

I calabresi, invece, sono il fanalino di coda: 53,9% il livello di partecipazione al voto rilevato. Poco attivi anche i siciliani (56,2%) e i campani (59,6%). Sul fondo della classifica anche la Basilicata con il 60%, la Puglia con il 60,9%, la Sardegna con il 61%, infine la Liguria con il 65,2% e l'Emilia Romagna con il 65,3%.

Partecipazione politica

Sul fronte della partecipazione politica, come partecipare a un comizio o a un corteo, ascoltare un dibattito politico, svolgere un'attività gratuita per un partito politico o sostenere finanziariamente una organizzazione politica, invece, trionfano i lucani con il 9,4% e gli abruzzesi con il 7,7%. Sul podio anche il Trentino Alto Adige con il 7,3% degli over 14 "attivi" nel seguire con interesse le questioni della politica. Seguono la Valle d'Aosta con il 7,1%, la Puglia con il 6,6%, la Calabria con il 6,5%, la Sardegna con il 6,4%, il Lazio con il 6,0%, la Sicilia con il 5,8%, l'Umbria con il 5,7%., il Molise con il 5,6%, la Lombardia con il 5,5%, il Friuli Venezia Giulia con il 5,4%, le Marche con il 5,3%, il Veneto con il 5,1%, l'Emilia Romagna con il 5,0% e la Toscana con il 4,9%.

Le realtà regionali che, al contrario, hanno manifestato minore interesse per il sistema politico sono la Campania con solo il 4,8%, la Liguria con il 4,7% e, infine, il Piemonte con il 4,6%.

Presenza femminile negli enti locali

L'Italia non è un Paese per donne: su un totale di 125.570 amministratori regionali e comunali si contano appena 37.864 donne nelle istituzioni locali, pari all'incirca al 30% del totale. Il titolo di regione "più rosa" va all'Emilia Romagna con una quota del 37% di amministratrici presenti nel sistema della rappresentanza locale: ben 2.217 le rappresentanti in Regione e nei Comuni a fronte di 3.774 colleghi.

Sul versante opposto, la Calabria ha il sistema politico più chiuso alla partecipazione femminile negli enti locali d'Italia: 1.267 le amministratrici, appena il 23,9% sul totale di 5.295 rappresentanti. Al di sotto della media italiana si collocano altre nove regioni: Campania con il 24,5%, il Molise con il 24,7%, l'Abruzzo con il 25,9%, il Lazio con il 26,1%, la Basilicata con il 26,3%, la Puglia con il 27,5%, il Trentino Alto Adige con il 28,1%, il Piemonte con il 29,6% e la Liguria con il 29,7%.

Le regioni più virtuose in tema di parità di genere, invece, sono la Valle d'Aosta con il 35,2%, la Toscana con il 34,7%, il Friuli Venezia Giulia con il 34,3% e la Lombardia con il 32,3%. Seguono l'Umbria con il 30,4%, le Marche con il 30,7%, la Sicilia con il 31,2%, il Veneto con il 31,8% e la Sardegna con il 31,9%.

Presenza giovanile nelle istituzioni territoriali

Sono appena 3 su 10, pari a circa 39 mila, i politici under 40 negli enti locali. La regione "più giovane" d'Italia è la Calabria con un'incidenza del 37,5% di amministratori junior, 1.979 su 5.295, a fronte di una media nazionale del 31,8%. Al secondo posto si colloca il Molise con una presenza giovanile all'interno delle amministrazioni regionali e comunali pari al 36,8% del totale. Terza la Sardegna con il 36,5%, quarta la Sicilia con il 36,2%. Seguono la Basilicata con il 34,8%, l'Emilia Romagna con il 33,4%, le Marche e l'Abruzzo a parimerito con il 33,2% e la Campania con il 32%.

Tutte le altre regioni presentano valori al di sotto della media nazionale, con percentuali che oscillano tra il 31,3% dell'Umbria e il 23,4% della Liguria, fanalino di coda d'Italia per quanto riguard la presenza degli under 40 nell'amministrazione.

Commenti

blackindustry

Mer, 05/04/2017 - 01:12

Tutte percentuali relative ad una politica che fa capo ad un capo di stato eletto da parlamento abusivo, eletto a sua volta da legge elettorale incostituzionale, il tutto tecnicamente sospeso tra attivita' farlocche agli ordini di poteri esteri sovranazionali. A proposito, dopo il golpe contro Berlusconi (ultimo capo di governo eletto dal popolo italiano) l'Italia e' sotto democrazia fasulla, sotto governi nominati secondo ordini esteri e non ci fanno votare, ormai da 5 anni. Ed il popolo sta zitto. Vuol dire che accetta.