Il partito della nazione e altri animali

Da quando è sparita la destra, il suo lessico trionfa in politica

Da quando è sparita la destra, il suo lessico trionfa in politica. Il partito della nazione, riaffermare la sovranità italiana in Europa, respingere gli immigrati clandestini, aiutare la maternità, alleggerire la pressione fiscale e sindacale sulle imprese, sono i temi destrorsi che tengono banco. Di «sinistra» restano solo i diritti civili applicati alla biopolitica. Il «sociale» ha perso l'antica impronta popolare o di classe per indicare il volontariato e il reinserimento dei disabili e dei detenuti. Il partito della nazione era il ruolo che sarebbe toccato ad Alleanza nazionale, l'ho scritto per anni, e l'ultima traccia di quella missione delusa fu un libro recente di Alemanno intitolato appunto Il partito della nazione. Ora lo dice Renzi e io condivido da versanti opposti il disagio di Michele Serra. A vederlo oggi il partito della nazione, tra declino dei partiti e tramonto delle nazioni, è un cadavere dentro un relitto. Il retrogusto è il Partito Unico, Trisex, centrista-destro-sinistro, buono per tutti. Perché in realtà si dice Tutti per dire Io, trattandosi di una protesi corale del Leader della nazione, il sullodato Matteo, Asso Pigliatutto. Dopo i nomi verranno pure i contenuti di destra? O i nomi potranno suscitare l'esigenza d'interpreti più credibili? Io voglio credere a Renzi, ma dove potrà andare con quel partito che ha, quel governo, quegli enti locali, quella burocrazia, quegli sponsor e soprattutto con quell'Eurocrazia addosso? Per tutti costoro la nazione è solo un cane morto.

Commenti

fisis

Ven, 24/10/2014 - 22:49

Mi sembra una visione un po' limitata della destra. I diritti civili sono di sinistra? Ma allora è solo a causa della insipienza della destra che, è un fatto oggettivo, non esiste più o comunque non ha rilevanza culturale in Italia. Io vorrei una destra moderna e liberale che, accanto ai valori della patria, riconoscesse la dignità delle persone al di là del loro sesso, inclinazione sessuale, gruppo umano a cui si appartiene etc.

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tempus_fugit_888

Sab, 25/10/2014 - 08:36

Se la SX si sia appropriata dei temi connaturati alla DX può dare fastidio (a me ne dà molto) ma deve indurre ad un ragionamento. Perché la DX non ha saputo interpretarli e promuoverli? Perché ancor oggi la DX ha paura di essere se stessa e Berlusconi inammissibilmente si trova a fianco di Luxuria nella battaglia per i matrimoni gay? Cosa significa tutto questo? E perché succede? Che cos’è oggi la DX? Un’allegoria di se stessa?. Dopo la festa dell’Unità dedicata a De Gasperi dovremo aspettarci quella di Forza Italia dedicata a Stalin?

Joe Larius

Sab, 25/10/2014 - 10:32

Più che il lessico della destra sarebbe meglio disporre di un arrostico commestibile fornito dei governi che ci chiacchierano continuamente addosso da tutte le parti.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Sab, 25/10/2014 - 11:24

@ tempus_fugit - Uno dei motivi per cui la Destra ha paura di essere se stessa potrebbe ravvisarsi nella forma mentale che ha cercato di creare il 'politicamente corretto', una delle forme più subdole e letali di condizionamento psicologico.Oltre al resto.

marina.panetta

Sab, 25/10/2014 - 11:43

Indubbiamente Renzi sta rubando alla destra alcuni temi forti come il lavoro, l'insofferenza per i sindacati e la burocrazia, ecc. Ma la destra paga la mancanza di una cultura conservatrice alta, che si è lasciata morire insieme alla borghesia che era il suo ceto di riferimento.

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rosario.francalanza

Sab, 25/10/2014 - 13:20

E' risaputo come la destra 'antemurale' (cioè 'prima della Caduta del Muro nell'89) fosse sostanzialmente la DC. Non vi era altro tipo di contrapposizione 'reale', qui in Italia, se non tra Peppone e Don Camillo. La componente complementare di destra, aveva una sezione popolare e 'folklorica' costituita dal MSI, con un inarrivabile Almirante (con un ruolo, putroppo, 'congelato'), e una parte che esprimeva una destra piuttosto indefinita e opportunista, (PSDI, PLI e altri) che aveva tuttavia accesso 'autorizzato' al cosiddetto 'arco costituzionale'. Nella situazione 'antipolitica' attuale parlare di tali sigle, ormai, è una bestemmia (ma non pochi le rimpiangono) Ma, a quel tempo, senza l'immigrazione, senza la rivoluzione digitale, senza l'ormai definitivamente acquisita autonomia dei giovani, senza l'enorme facilità degli spostamenti 'lowcost', senza l'ISIS, senza la 'decostruzione' programmata, in luogo segreto, di famiglia e identità, senza tutto questo, insomma, la destra si limitava ad una difesa di pochi valori che, in fondo, quasi tutti condividevano (anche Peppone, alla fine si levava il cappello di fronte al crocifisso!). Oggi la destra, visto che la post-sinistra non mollerà mai il boccone intoccabile della 'memoria', del razzismo e dell''impresentabilità', visto che gli viene strappata la 'cattolicità' (dato che anche la Chiesa sta 'virando'), non può che proporre, inevitabilmente, valori legati all'identità, una identità disperatamente 'laica', disperatamente individualistica, irrimediabilmente 'inattuale'. E, perciò, l''orizzonte' è: o l'aristocratico isolamento o l'irrimediabile conflittualità. La cosa, forse, terrificante, è che, sparita quell'Italia in cui si poteva, appunto, proporre una sinistra 'condividente' valori anche opposti all'ateismo e una destra che, con personaggi come Berlinguer e Almirante, trovava memorabili momenti di dialogo, si stia arrivando ad un'Italia pronta per l'ennesima guerra civile, divisa in un 'manierismo elegante e arrogante' alla portata di chi, in fondo, vuole tranquillità invece che pace (atteggiamento che vediamo esemplificato nella manifestazione di oggi a Roma dove campegga un ipocrita 'cambiare l'Italia'), e un 'isolamento consolato ma disilluso', ma paradossalmente più 'laico', meno 'confessionale' e 'meccanico' di quelli che continuano a brandire le bandiere rosse credendo di avere lo stesso coraggio e desiderio di cambiamento di quelli che le inventarono!

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michele lamacchia

Sab, 25/10/2014 - 14:51

Qualche riflessione 'a braccio' di un osservatore en passant. E' da un bel po' che si leggono o si ascoltano a manca lemmi - da sempre appartenuti al liberalismo e al liberismo - ' scoperti' e adottati impensabilmente dalla sinistra. Una sua evoluzione, una sua regressione? Non mi avventuro sul terreno impervio delle definizioni, degli slogan mentali, specialmente quando mi rendo conto di avere perso il bandolo utile per dipanare con certezza i concetti attuali di destra e di sinistra. Sarà che ormai faccio confusione, ma mi sfuggono le certezze dei profili ideologici che mi sembrano sopravvivere soltanto sulla carta o scolpiti su lapidi presso le quali i fedelissimi alla memoria portano e rinnovano fiori. Chiedersi ancora se qualcosa sia di destra o di sinistra mi pare sempre più l' effetto di un retaggio ideologico anacronistico. Le necessità individuali, i bisogni sociali, la voglia di potere, la mira della locupletazione per vie politiche e non, sono un così forte comune denominatore ravvisabile da ogni lato della politica, tale da appiattire o minimizzare, alla osservazione del comune cittadino, le superstiti differenze ormai del tutto insufficienti a identificare le posizioni tradizionali e a giustificarne la costosa esistenza. A parte, ovviamente, la convenienza del guadagno elargito da un Pantalone pagante. Il cittadino è disincantato, disamorato, diffidente e propenso ad accomunare destra e sinistra, ed anche movimenti demagogici propostisi come salvifici, in unico calderone dove si mescolano disonestà, incapacità, corruzione, analfabetismo sociale, miopie, velleità e autoritarismo. Destra, sinistra, movimenti, bella razza e tutta sottoschiaffo della inquirente a tempo. Qualcuno che si occupi veramente di noi, no?

Nadia Vouch

Sab, 25/10/2014 - 15:53

Le persone, tutte le persone, si trovano a condurre delle piccole vite per gli altri), ma che sono grandi vite soprattutto per se stesse. Essendo in europa, come entità non tanto geografica (l'Europa di oggi quasi nulla ha a che fare con l'Europa dei secoli trascorsi), ci troviamo inevitabilmente a contatto con mentalità, con strutture sociali, con credi che sono stati uniti sulla carta. Da questo, a me pare ovvio che, divisioni locali, anche se su grande scala, tra un qualcosa (cosa?) di "destra" ed un qualcosa (cosa?) di "sinistra", siano soltanto e sempre di più anch'esse divisioni fatte a tavolino. Ma, siccome anche i tavoli ed i tavolini ormai abbondano, mentre il mercato dei mobili, oltre a quello degli immobili, sono in crisi, ciascuno si arreda la casa (se ce l'ha), a proprio gusto se ne ha le possibilità, oppure come riesce. Un abbraccio.

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stock47

Sab, 25/10/2014 - 17:18

I termini usuali della destra sono una forma lessicale che vuole rappresentare un problema o la sua sostanza, in attesa di una soluzione ben precisa. Il guaio di coloro che vogliono rifare il verso, perché tocca delle molle dentro la gente, quindi sono termini appetibili a richiamare consenso, è che non hanno nessuna intenzione di applicarle o semmai di applicarle nella maniera sbagliata. Sentire termini del genere in bocca a gente che fino a ieri li ha combattuti e distrutti politicamente coloro che li usavano, fa veramente senso, soprattutto sapendo che intendono usarli per tutt’altro scopo o per far credere lucciole per lanterne. L’ho sempre scritto e non mi stancherò di ripeterlo, sono i FATTI, subito dopo le parole che accreditano un politico o un partito. Quando le parole suonano senza avere come risposta dei fatti, si può star certi che si è stati imbrogliati, al pari di qualsiasi truffato, da un abile truffatore. Le scuse e le giustificazioni sono solo un ulteriore tentativo di continuare imperterriti la truffa parolaia, abusando ulteriormente di chi vi era già caduto una prima volta. L’analisi del Veneziani mi trova concorde. Personalmente non credo più ad uscite estemporanee di qualsiasi tipo ma solo al supporto e applicazione continuativo di determinati valori e idee da parte di una persona o di un partito. Perfino lo sbandierare bandiere per far credere che loro sono di quei valori è un’altra truffa bella e buona, al pari delle parole. Renzi, al pari di Berlusconi ,, è un altro estemporaneo pifferaio magico che, come una banderuola, va di qua e di là, a casaccio, senza una vera guida di valori fermi e ineludibili, anche se necessariamente adattabili a situazioni cangianti. Come il pifferaio magico ci porteranno solo ad annegare tutti quanti come topi o a sparire per sempre dalla faccia della Terra. Una Le Pen noi italiani ce la possiamo solo sognare. Abbiamo solo barboncini ben tosati, al guinzaglio e museruola, che scodinzolano al padrone.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 25/10/2014 - 17:37

@Nadia, credo anch'io che, alla fine, ognuno sia costretto a farsi una 'sua' casa, una 'sua' ideologia a proprio gusto, chiamandola 'destra' o 'sinistra' se vuole. Ma, mentre per la sinistra uno straccio di ideologia, di 'abitudine', di 'conformismo', di 'perbenismo' permane agli alti livelli politici come rappresentanza se pur declinata nel triste 'boldrinismo' o nelle retoriche rimpatriate da osteria delle 'kermesse' piazzasangiovannesche, non così succede per la destra, che deve 'scontare' la sua 'presentabilità' e che, quindi, non può costituire un 'riferimento' per quelli che si fanno una loro 'casa' ideologica. Se il 'sinistro' può attingere ad una ideologia sia pur semplificata, il 'destro' è condannato a rimanere solo nel suo 'arredamento' ideologico, senza padri e senza giustificazioni. Si troverà sempre davanti una marionetta che solo per l'autorevolezza del 'padre fondatore' si sentirà sempre 'migliore' dell''infame' di destra! E' la 'riserva aurea' che garantisce il valore della moneta! E anche la gran parte di chi cavalca i diritti e si è fatto, oggi, la passeggiata a Piazza S. Giovanni, ha una bella riserva e 'piagne e fotte'!

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Dom, 26/10/2014 - 10:51

Rosario, come sempre le tue analisi sono perfette. La Destra tu dici che deve scontare la sua 'presentabilità' solo perché l'Italia ha vissuto in prima persona il fascismo,in quanto gli altri solo per arroganza si ritengono 'presentabili' infischiandosene dei misfatti che la loro ideologia ha compiuto presso altri popoli.Ma vi è un altro fattore da considerare. In Italia è stata l'egemonia culturale comunista che non ha lasciato nessuno spazio a idee diverse, attraverso un'azione di aggressione e di censura veramente capillare. Leggevo poco fa del caso di quel giudice di X Factor che ha tentato di contestare il 'pugno chiuso'di una canzone di Dalla (mi è sembrato di capire, perché io non ho mai visto quella trasmissione)e gratificato immediatamente del titolo di 'fascista'.Poveraccio, subito ha dovuto giustificarsi in modo affannoso,consapevole che altrimenti non potrà più lavorare.E poi ci sono altri motivi che riguardano la formazione personale, la coerenza, il rispetto per la giustizia e la libertà.Non so se tu hai visto il film segnalatoci da un lettore,'Noi credevamo', lì ho trovato impersonate nel capo della brigata partigiana bianca e in quello della brigata comunista le differenze tra la Destra e la Sinistra.Quest'ultima si è trasformata,ma lo spirito resta comunque lo stesso.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Lun, 27/10/2014 - 18:26

@Euterpe, ti ringrazio per la segnalazione: cercherò di rintracciare quella scena di cui parli! Sono però piuttosto disilluso sul fatto che la Destra possa, almeno in tempi brevi, 'risalire' la china nella quale l'ha confinata il conformismo e (perchè no?) il 'bullismo' della Sinistra che detiene ancora il 'monopolio della memoria' e del 'benpensare'. La Sinistra di oggi, se fosse, per incanto, trasportata alla fine dell'800, si identificherebbe nella imperturbabile, gratificata e satolla borghesia che trascorreva le domeniche ascoltando la musica alla 'Cassa armonica' del Giardino comunale, un buon gelato al 'Gran Caffè', salutava il drappello dei soldati, non mancava una Messa, ricordava, ad ogni due per tre, l'importanza di Patria Lavoro e Famiglia, le donne in casa, gli uomini al casino e poi tutti al mare per la nuova moda dei bagni! Non c'erano i due 'corni' dell'attuale Sinistra: i 'diritti' e 'il mondo che cambia'? Ma certo che c'erano: c'era 'Ordine & Legalità' da una parte e il 'Ballo Excelsior' dall'altra! L'abbiamo vista questa 'neo-borghesia' a San Giovanni: buona vecchia tradizione comunista, 'Bella ciao', il 'bardo' Jovanotti, che bella rimpatriata, "il mondo cambia, che cci voi fa'" e 'stasera tutti a mangiare la pizza'! Ma anche alla Leopolda c'erano, come scenografia, l'antico banco da falegname e i buoni vecchi televisori 'abbombati'! Noi di Destra, ci daremo presto alla macchia? Ma non lo facevano i partigiani?