Pasolini secondo la Fallaci: "Tu invocavi la violenza"

Il disgusto per la maternità, il sesso come oltraggio (anche a se stesso), lo spirito polemico. Ritratto di un artista che cercava la propria morte

Da qualche parte, Pier Paolo, mischiata a fogli e giornali ed appunti, devo avere la lettera che mi scrivesti un mese fa. Quella lettera crudele, spietata, dove mi picchiavi con la stessa violenza con cui ti hanno ammazzato. Me la sono portata dietro per due o tre settimane, le ho fatto fare il giro di mezzo mondo fino a New York, poi l'ho messa non so dove e mi chiedo se un giorno la ritroverò. Spero di no. Vederla di nuovo mi farebbe male quanto me ne fece quando la lessi e rimasi intirizzita a fissar le parole, sperando di poterle dimenticare. Non le ho dimenticate, invece. Posso quasi ricostruirle a memoria. Più o meno, così: «Ho ricevuto il tuo ultimo libro. Ti odio per averlo scritto. Non sono andato oltre la seconda pagina. Non voglio leggerlo, mai. Non voglio sapere cosa v'è dentro la pancia di una donna. Mi disgusta la maternità. Perdonami ma quel disgusto io me lo porto dietro fin da bambino, quando avevo tre anni mi sembra, o forse eran sei, e udii mia madre sussurrare che...».

Non ti risposi. Cosa si risponde, scrivendo, a un uomo che piange la sua disperazione di trovarsi uomo, il suo dolore d'essere nato da un ventre di donna? Non era una lettera diretta a me, del resto, ma a te stesso, o meglio, alla morte che rincorrevi da sempre per mettere fine alla rabbia d'essere venuto al mondo grazie a una pancia gonfia, due gambe divaricate, un cordone ombelicale che si snoda nel sangue.

E come consolarti, placarti, di una simile ineluttabilità? Le parole con cui consolarti erano nel libro che tu rifiutavi con ira, l'unico modo per placarti sarebbe stato prenderti fra le braccia: amarti come solo una donna sa amare un uomo.

Ma tu non hai mai permesso a una donna di prenderti fra le braccia, amarti. Quel nostro ventre da cui sei uscito ti ha sempre riempito di orrore. Fuorché tua madre che veneravi come una Madonna messa incinta dallo Spirito Santo, dimenticando che anche tu eri stato legato a un cordone ombelicale che si snoda nel sangue, noi donne ti incutevamo fisicamente un disgusto. Se ci accettavi, era per pietà. Se ci perdonavi, era per volontà. E in ogni caso non dimenticavi mai la leggenda che dà a noi la colpa d'aver colto la mela, scoperto il peccato. Odiavi troppo il peccato, il sesso che per te era peccato. Amavi troppo la purezza, la castità che per te era salvezza. E meno purezza trovavi più ti vendicavi cercando la sporcizia, la sofferenza, la volgarità: come una punizione.

Come certi frati che si flagellano, la cercavi proprio col sesso che per te era peccato. Il sesso odioso dei ragazzacci dal volto privo di intelligenza (tu che avevi il culto dell'intelligenza), dal corpo privo di grazia (tu che avevi il culto della grazia), dalla mente priva di bellezza (tu che avevi il culto della bellezza). In loro ti tuffavi, ti umiliavi, ti perdevi: tanto più voluttuosamente tanto più essi erano infami. Di loro ci cantavi con le tue belle poesie, i tuoi bei libri, i tuoi bei film.

Da loro sognavi d'essere ucciso prima o poi per compiere il tuo suicidio. Sono cattiva a dirti questo? Sono crudele anch'io? Forse, ma sei stato tu ad insegnarmi che bisogna essere sinceri a costo di sembrare cattivi, onesti a costo di risultare crudeli, e sempre coraggiosi dicendo ciò in cui si crede: anche se è scomodo, scandaloso, pericoloso. Tu scrivendo insultavi, ferivi fino a spaccare il cuore. Ed io non ti insulto dicendo che non è stato quel diciassettenne ad ucciderti: sei stato tu a suicidarti servendoti di lui. Io non ti ferisco dicendo che ho sempre saputo che invocavi la morte come altri invocano Dio, che agognavi il tuo assassinio come altri agognano il Paradiso. Eri così religioso, tu che ti presentavi come ateo. Avevi un tale bisogno di assoluto, tu che ci ossessionavi con la parola umanità. Solo finendo con la testa spaccata e il corpo straziato potevi spengere la tua angoscia e appagare la tua sete di libertà. E non è vero che detestavi la violenza.

Col cervello la condannavi, ma con l'anima la invocavi: quale unico mezzo per compiacere e castigare il demonio che bruciava in te. Non è vero che maledicevi il dolore. Ti serviva, invece, come un bisturi per estrarre l'angelo che era in te.

Commenti
Ritratto di franco.brezzi

franco.brezzi

Gio, 22/10/2015 - 10:00

Pedofilo, invertito, comunista: e si continua a tesserne le lodi. Anche Hitler, faceva quadri.....

ORCHIDEABLU

Gio, 22/10/2015 - 10:38

Questo uomo gay era famoso perche' troppo diverso dagli altri omosessuali dell'epoca,colto per il periodo in cui ha vissuto,ma assolutamente ignorante per i tempi di adesso.Oggi gli omosessuali sono piu' rispettosi con le donne perche' e' cambiata la societa',l'istruzione scolastica di quegli anni non era preparata ad affrontare il diffondersi della consapevolezza delle donne di tali problematiche,invertendo l'ignoranza dei gay vecchio stampo che odiavano le donne perche' in realta' maschilisti uguali agli altri maschi etero.quindi violenti o sprezzanti per cultura epocale.Ieri i gay odiavano le donne.Oggi amano e rispettano le donne e le imitano cambiando sesso perche' sono liberi di esprimersi,si evolve anche nel corpo oltre che nella mente.i transgender sono persone che si rilassano e' scelgono di appartenere ad un sesso stabilito perche' e' la natura umana che lo impone.e' la tradizione,maschi o femmine,etro o gay,tuttalpiu' bisex.

WoodstockSon

Gio, 22/10/2015 - 12:00

Quanto male può fare la mancanza di un'educazione naturale, quanta violenza morale può innescare l'inoculazione del bene e del male. L'educazione sociale con le sue implicazioni antinatura. Diventa incomprensibile capire che è la stessa umanità la natura e la causa del dolore. E' la Natura ad imporre la sua legge di procreazione, oggi lo comprendiamo benissimo, e allora dove sta la colpevolizzazione della donna? Qualsiasi trauma nevrotico possa provocare un adulto in un bambino, una sana educazione naturale riuscirebbe nella maturità ad eliminarlo. Così sarebbe se non subentrasse un'educazione che non lascia spazio alla Natura. La morte volontaria cercata per placare un dolore psichico troppo grande è come arrogarsi di voler dare un significato di bene e male all'acqua e al fuoco.

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Gio, 22/10/2015 - 15:00

Amo la Fallaci ed ho letto tutto quello che ha scritto. Su due cose non concordo con lei: questa analisi di Pasolini (del quale non condivido la maggior parte dell'opera del poeta prestato al cinema) e sull'analisi fallace (e qui ci sta tutta) sui presunti attacchi islamici alle torri gemelle che di islamico non hanno nulla. Però concordo appieno con le vedute di Oriana sull'islam e tante altre cose. Lei non capisce che Pasolini denunciava certe situazioni e per essere capito a volte, doveva scioccare le persone (come avvenne nel suo ultimo film - orrore).

ben39

Ven, 23/10/2015 - 16:37

Eppure Pasolini potrebbe trovarsi in Paradiso, grazie al suo Film capolavoro Il Vangelo Secondo Matteo che ha sicuramente salavto più anime di tutti noi messi insieme.