La passione di Luigino per i foglietti

Dopo la lista dei (finti) successi della manovra arriva il quiz "Vero o falso"

Di Maio ha scoperto i foglietti di carta ed è nato subito un feeling reciproco. Magari è una trovata della Casaleggio Associati per far apparire il vicepremier ancora più vicino al popolo, quella larga fetta di italiani che di rado accendono un computer e preferiscono ancora carta e penna. Oppure è un espediente per fare tenerezza, visto il risultato da compito scolastico delle elementari (un conduttore di RaiYoYo ha già denunciato il plagio). O forse solo una versione sovranista delle slide di renziana memoria. Vuoi mettere un bel foglio di carta italiana rispetto ad un computer, prodotto magari in Cina o da una multinazionale americana? Comunque sia, Luigino ci ha preso gusto. Da qualche giorno è tutto un pubblicare foglietti con le spunte, come quelle della spesa per non dimenticare il latte al supermarket. Prima, la lista della cose fatte (secondo lui) dal governo, poi la lista sulle verità e falsità (secondo lui) dette e scritte a proposito della legge di bilancio appena approvata, a cui ha aggiunto il consiglio di «sottoporlo a parenti e familiari» in occasione delle cene natalizie, al posto della tombolata o dei giochi di società dopo il panettone. Certo, considerato che i foglietti di carta poi Di Maio li pubblica sui social network, non è detto che l'esito sia quello desiderato dalle menti astute della comunicazione Cinque Stelle. In effetti il commento più votato su Facebook alla sua lista cartacea al momento è il seguente: «Questo è un post per italiani medi, un po' analfabeti funzionali, un po' rincoglioniti». Eppure si era impegnato tanto, anche con la calligrafia molto curata e i due colori, bianco e giallo, per distinguere i quadratini delle risposte giuste e sbagliate. A valutare dalla Rete, dove fioccano le parodie delle liste di Di Maio, l'idea non sembra però delle migliori. Che sia una genialata di Rocco Casalino, ancora stressato dalle ferie estive saltate per colpa del ponte crollato a Genova? Danilo Toninelli, altro superministro grillino, si è fatto subito affascinare dalla faccenda della lista e l'ha pubblicata pure lui, anche se per ora non a penna.

Il governo del cambiamento scrive in stampatello, come la gente, mica come i burocrati di Bruxelles e le banche che parlano difficile. In effetti il patto M5s-Lega è nato da un sacco di fogli scritti a mano, tra appunti presi, cancellati e poi riscritti, articoli inseriti tolti poi cambiati per arrivare con fatica alla bozza del famoso contratto di governo. E sempre Di Maio è ricorso già in passato all'artificio retorico di presentarsi ai cittadini con la carta che canta. Anche lì, con codazzo di sfottò, ma non importa. Quando era ancora candidato premier, si presentò con un foglietto scritto a penna recante il suo «impegno politico per dare un governo all'Italia». Con ben due congiuntivi mancanti e un «rimborsi spesa» al plurale in vece di «spese», tre errori in quattro righe.

Commenti
Ritratto di manasse

manasse

Mar, 25/12/2018 - 09:53

i pizzini sono i classici dei mafiosi