Il passo indietro di Peter Martins New York perde il re del balletto

In pensione dopo 30 anni. Lui si difende: «Mai nessun abuso»

New York Costretto alle dimissioni: una maniera elegante per definire il licenziamento in tronco di Peter Martins, direttore del leggendario New York City Ballet, a causa di accuse infamanti per molestie sessuali: avrebbe chiesto sesso in cambio dell'assegnazione dei ruoli più importanti e si sarebbe reso colpevole di abusi verbali e fisici ai danni di ballerine e ballerini del NYCB.

Martins è un bisessuale e in trent'anni ha forgiato e diretto con pugno di ferro e metodi spicci il City Ballet senza farsi mancare nulla. Due mogli, tanti amanti di entrambi i sessi e relazioni sessuali spesso fugaci con ballerine e ballerini: chi si negava, chi osava rifiutare le avance del bellissimo e biondo Martins (a 71 anni ha ancora un fisico e un fascino irresistibili), veniva regalato a ruoli secondari. I suoi amanti invece diventavano subito «stelle» della leggendaria compagnia di danza newyorchese.

Martins, un danese arrivato al City Ballet quanrant'anni fa, ha firmato ieri le dimissioni ma respinge ogni accusa: «Ho negato e continuo a negare di essere stato coinvolto in tali cattive condotte», ha scritto nella sua lettera di dimissioni. Il presidente del City Ballet, Charles Scharf, ha ringraziato Martins per il suo impegno professionale. Ma ha ricordato che è in corso un'indagine indipendente sull'ex direttore artistico, condotta da un famoso studio legale di New York, e ci sono le denunce firmate di 24 ex ballerini e ballerine che accusano mister Martins di molestie e ricatti sessuali, oltre ad abusi e minacce verbali.

Vanessa Carlton, ex ballerina del City Ballet, è l'accusatrice che lo scorso anno ha fatto partire l'inchiesta con una mail indirizzata al vice presidente Robert Lipp: «I ballerini in carriera al City Ballet tendono all'omertà, perché hanno paura di compromettere il loro futuro. Sono preoccupata per questa reticenza, come se tutto fosse in ordine, mentre tutti gli ex ballerini che conosco sono indignati e nauseati se date a Martins la possibilità di dirigere ancora il mitico City Ballet».

Wendy Whelan, per trent'anni étoile del City Ballet che si è ritirata quattro anni fa dalle scene, è un'altra grande acusatrice di Martins. «Basta con questa figura patriarcale che ha un armadio pieno di scheletri, Martins promuoveva chi andava a letto con lui, maltrattava e ridicolizzava grandi ballerine per dei piccoli difetti fisici o peggio perché non cedevano alle sue lusinghe sessuali», ha spiegato la grande Wendy agli avvocati che conducono l'indagine indipendente.

Solo una ballerina ancora in attività con la City Ballet ha confermato sotto giuramento le molestie e gli abusi sessuali di Martins. In pratica, c'è una spaccatura tra gli ex e gli attuali ballerini del City Ballet, i quali ultimi difendono in blocco Martins, come la «stella» Megan Fairchild: «Non mi sono mai sentita in pericolo in 16 anni che lavoro con mister Martins». Cosa confermata anche dall'altra prima ballerina Sterling Hyltin, ora in pensione: «È sempre stato rispettoso con me».

Intanto Martins, per non farsi mancare niente, lo scorso giovedì è stato arrestato per guida in stato di ebbrezza. E non è la prima volta. Nel 1992 fu arrestato per aver picchiato ripetutamente l'ex moglie Darci Kister; mentre l'unica figlia Talicia (nota cocainomane) più volte è finita in carcere per furto e scasso. Non è facile vivere con Martins, il divino, come lo chiamava il New York Times.