"Un pasticcio", le ragioni del No spiegate ai lettori

Gelmini e Maroni intervistati da Sallusti stasera a Milano sul quesito referendario

Milano - Tante ragioni per un No. Il centrodestra si avvicina senza incertezze al referendum costituzionale. E la posizione dei contrari sarà al centro, stasera, del primo dei tre appuntamenti di «Controcorrente», evento del Giornale ospitato al «Four Seasons hotel». Alle 18 il direttore Alessandro Sallusti incontra la vice capogruppo alla Camera Mariastella Gelmini e il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, big della Lega Nord.

Il voto del fatidico 4 dicembre dirà una parola definitiva sul destino delle riforme volute dal governo, ma sarà anche il giorno della verità sul destino politico di Matteo Renzi. A entrambi gli argomenti fanno affidamento i partiti di centrodestra, impegnati nella campagna per il No. La coordinatrice lombarda degli azzurri, oggi anche consigliera comunale a Milano, ha parlato di «finte riforme» e di un «pasticcio» su cui gli italiani «meritano di essere informati». Almeno tre le ragioni del suo no. Le «finte riforme» non rendono più efficiente lo Stato, non sono lo strumento migliore per tagliare gli sprechi e in più mettono in pericolo le autonomie.

«La riforma va contro le Regioni» avverte anche Maroni, sempre più convinto che serva un No. Il governatore ne ha parlato anche ieri, arrivando all'assemblea di Assolombarda: «Nonostante lo schieramento dei loro vertici - ha detto - ho sentito molti imprenditori che hanno letto bene riforma propendere per il No. Sono ottimista - ha aggiunto - penso che molti imprenditori voteranno no al referendum». «Non è un referendum su Renzi ma su una riforma che va contro le Regioni» ha detto al Giornale lo stesso Maroni, che giovedì ha in agenda un incontro con i colleghi di Veneto e Liguria, Luca Zaia e Giovanni Toti. I tre governatori firmeranno un documento che ribadisce il No delle Regioni del Nord, ma declina anche gli obiettivi di un centrodestra di governo. Proprio del futuro del centrodestra discuteranno domani lo stesso Toti e Stefano Parisi, candidato sindaco a Milano a giugno e oggi promotore di «Megawatt. Energie per l'Italia». Un confronto moderato da Sallusti. «Più che un faccia a faccia una sinergia» ha premesso Toti ricordando di aver sempre puntato sull'alleanza strategica con Lega e Fratelli d'Italia: «Il centrodestra riparte dalle formule con cui ha già vinto». Giovedì ultimo incontro, con Sallusti e Paolo Del Debbio, ex assessore a Milano ma soprattutto ideologo di Forza Italia e oggi brillante volto televisivo Mediaset.