Il patto tra i big azzurri ricompatta Forza Italia

Telefonata Toti-Tajani. Sulla strategia (asse del Nord o centrismo) deciderà il Cav

Fabrizio de Feo

Roma Silvio Berlusconi continua la riabilitazione circondato dagli affetti più cari. Non è certo il momento per coinvolgerlo in ragionamenti politici sul futuro del partito e sulle sfide politiche, anche se qualche conversazione di lavoro c'è stata.

I riflettori, ovviamente, sono tutti puntati su Milano in cui i moderati stretti attorno a Stefano Parisi si giocano una partita aperta e interessante al quale Berlusconi rivolge il suo pensiero. «A Milano tra poche ore si sceglie il sindaco e mi auguro che si premi la serietà, l'affidabilità e la competenza di Stefano Parisi. Conosce questa metropoli perché ne è stato city manager. Conosce le regole della buona amministrazione e dell'economia. Conosce, perché è un imprenditore, il mondo delle aziende. Sono felice di essere riuscito a convincerlo a partecipare a questa sfida e credo di aver fatto cosa buona per la città di Milano. I miei migliori auguri a Stefano e il mio invito ad un buon voto ai milanesi». Ma l'attenzione sale anche rispetto al voto napoletano con il Pd, almeno nella sua parte meno legata alla Cgil, che si sta orientando sempre più apertamente a favore di Gianni Lettieri.

La gestione dell'ordinario è affidata alla supervisione del trio Letta-Confalonieri-Ghedini. Ma i dirigenti di Forza Italia stanno comunque lavorando insieme per ricostruire unità e dialogo interno e rafforzare il partito sul territorio. Una lunga telefonata tra Giovanni Toti e Antonio Tajani mercoledì sera ha suggellato il riavvicinamento tra due dirigenti azzurri negli ultimi mesi divisi sulle alleanze. I due si sono confrontati sul modo in cui far ripartire Forza Italia, decisi a lavorare insieme. L'esigenza di costruire una rete che possa collegare tutte le figure che si stanno muovendo con efficacia sul territorio - da Mariastella Gelmini in Lombardia a Stefano Mugnai in Toscana, da Luigi Vitali in Puglia e Mario e Roberto Occhiuto in Calabria, da Stefano Caldoro, Armando Cesaro, Fulvio Martuscielllo e Paolo Russoin Campania fino a Gianfranco Miccichè in Sicilia solo per citarne alcuni - è più che mai sentita. E' chiaro che questa tornata elettorale ha fatto salire le azioni di Parisi, Gelmini e Mara Carfagna, ma su questo punto tutti si trincerano nel silenzio e non si sbilanciano. Di certo la campagna elettorale delle due ex ministre ha dimostrato che Forza Italia è ancora in grado di trovare ascolto presso la società civile e proporsi come interlocutore. «Se mettiamo in campo serietà e competenza nei prossimi mesi può davvero succedere di tutto» azzardano da dentro il partito. Su un punto tutti sono d'accordo: sulle scelte di fondo sarà Berlusconi a esprimersi. Il disgelo, intanto, potrebbe portare a un rafforzamento dell'offensiva sul referendum (Alessandro Cattaneo ha fondato il primo Comitato di Pavia) così da rendere più efficace l'assedio finale a Renzi.

Commenti
Ritratto di ilvillacastellano

ilvillacastellano

Sab, 18/06/2016 - 20:45

Tra "asse del Nord o centrismo" sappiamo già cosa sceglierà il Berlusca. Centrismo. Ha anche sposato da tempo il "moderatismo" insulso ch'era ed è ancora, se vogliamo, del centro democristiano o pseudo-ex-democristiano.