Patto del Nazareno in Rai Il cda vota Orfeo nuovo dg

La nomina frutto dell'accordo tra centrodestra e area renziana. Corsa a tre per la poltrona del Tg1

Un giornalista a capo della grande azienda Rai. Alla fine dei giochi, ieri, è stato nominato direttore generale della tv di Stato Mario Orfeo, attuale responsabile del Tg1. Insomma, per risolvere il rebus che si era creato dopo le dimissioni forzate di Antonio Campo Dall'Orto, si è scelta una figura professionale apprezzata in molti ambienti, con posizioni politiche moderate e capace di mantenersi in equilibrio in situazioni complesse. Certo non un uomo di televisione, nel senso di conoscenza del mondo dello show, della fiction, dell'intrattenimento. Ma si farà aiutare da persone più esperte.

La sua nomina è frutto di un accordo tra l'area renziana-governativa e l'area di centrodestra. Tecnicamente il candidato viene indicato dal ministero del Tesoro e poi l'approvazione spetta al Consiglio di amministrazione Rai (e all'assemblea totalitaria dei soci). Non per nulla in cda tutti i consiglieri hanno votato a favore, tranne Carlo Freccero (vicino al Movimento cinquestelle, ma soprattutto vulcanico pezzo di storia Rai). Il nome di Orfeo come papabile neo direttore circolava da giorni, più volte dato per certo, poi l'ipotesi sembrava tramontata.

A rimescolare le carte sarebbe stata la decisione dei pentastellati - che non volevano Orfeo sulla poltrona di dg - di far saltare il banco della riforma elettorale. Fino a poche ore prima si cercava un direttore generale che potesse avere anche il consenso del gruppo di Grillo. Venuti meno gli accordi politici, si è tornati alla casella iniziale. Le reazioni politiche ne sono lo specchio. Grandi apprezzamenti da esponenti del Pd e del centrodestra, durissimo Alessandro Di Battista del M5s che parla di «golpe dei renziani» e che descrive il modo di fare informazione di Orfeo come «parziale, strumentale, cucito su misura sul Pd e su Renzi». «Oggi - attacca - la sua fedeltà viene premiata: nonostante sia stato uno dei peggiori direttori della storia del Tg1».

Orfeo è stato scelto anche in vista della campagna elettorale, qualunque sia la data delle elezioni politiche: un giornalista che sappia gestire con serenità l'informazione. O, secondo gli oppositori, che «sia prono a Renzi». Si vedrà.

I consiglieri Rai avrebbero preferito un dirigente interno, come Nicola Claudio e Paolo Del Brocco. In particolare la presidente Monica Maggioni avrebbe preferito la seconda soluzione che le avrebbe consentito, come desiderava da tempo, di gestire più direttamente il complesso capitolo della riforma del settore informazione. Ora, ovviamente, da giornalista, se ne occuperà Orfeo. Che, tra gli altri gravosi compiti, dovrà risolvere anche la questione del tetto ai cachet degli artisti, mettere a punto i palinsesti della prossima stagione da presentare entro il 28 giugno, occuparsi dei problemi finanziari legati alla diminuzione delle entrate del canone. Il consigliere Giancarlo Mazzuca è chiaro: «Io avrei preferito Nicola Claudio, comunque stimo molto Orfeo, giornalista di grande esperienza. Mi auguro che venga affiancato da persone di grande competenza nei settori di cui lui non è esperto, soprattutto per le questioni economiche».

L'altro consigliere vicino al centrodestra Arturo Diaconale invece auspica una «maggiore collaborazione tra Cda e direttore generale, cosa che non avveniva nelle precedente gestione e un maggiore pluralismo nell'informazione».

Freccero che, per protesta si autocandida a dg, invece, gongola per il tweet scritto da Maurizio Gasparri di prima mattina che annunciava la nomina di Orfeo ancora prima che cominciasse il Cda (in effetti un'anticipazione inopportuna da parte di un componente della Commissione di vigilanza Rai): «Il suo tweet ha rivelato il Patto del Nazareno che il cda ha poi ratificato». Replica di Gasparri: «Ho solo saputo una notizia e l'ho data». Tutti giornalisti, in Rai.

E, a proposito, ora si apre il toto successore alla guida del Tg1. In pole position ci sarebbero, tra gli altri, Andrea Montanari, direttore del Gr, Antonio Di Bella, direttore di RaiNews24 e Claudio Cerasa, attuale direttore del Foglio. Si deciderà in uno dei prossimi cda.