Il Pd occupa l'Expo l'ira di Forza Italia: è una Festa dell'Unità

Il premier ha organizzato la prossima assemblea dei dem tra i padiglioni di Rho. Gelmini: "La società deve chiarire"

Il Pd vuole «okkupare» l'Expo. È polemica a Milano per la decisione del premier Matteo Renzi di tenere l'assemblea nazionale del Pd nei padiglioni della kermesse milanese il prossimo 18 luglio. «Una proposta indecente», sono insorte subito le opposizioni, Forza Italia in testa, ma i vertici democrat non vogliono arretrare di un millimetro: «Abbiamo titolo per farlo», commenta laconicamente il deputato milanese Emanuele Fiano.

La coordinatrice regionale lombarda di Forza Italia, Mariastella Gelmini parla di «totale insensibilità istituzionale» del Pd: «Dopo l'addio di Pisapia a Palazzo Marino - continua Gelmini - ogni occasione è buona per mostrare i muscoli. Dopo aver lanciato la festa dell' Unità sotto le torri (volute dal centrodestra) di piazza Gae Aulenti, ora il Pd vuole organizzare l'assemblea nazionale nel recinto di Expo dove, per inciso, Renzi è di casa, per occupare la kermesse. L'arroganza del potere non ha limiti. Ma i cittadini - conclude l'esponente di Forza Italia - hanno la memoria lunga».

La Lega Nord con il capogruppo in Consiglio regionale lombardo, Massimiliano Romeo, ha chiesto un'interrogazione urgente al Pirellone. «Prima i biglietti scontati per Expo a tutti i nuovi iscritti al Pd, ora l'assemblea nazionale: un fatto inopportuno, che va contro ogni regola di decenza e che si vorrebbe realizzare sulle spalle dei contribuenti», come sostengono anche i Cinque stelle: «Sarà un'assemblea nazionale a sbafo, se lo pagheranno lo faranno con i rimborsi elettorali - dice M5S - l'auspicio è che chi di dovere dica un no chiaro ad un ospite sgradito che si è autoinvitato e pretende di pagare con soldi di altri». Le opposizioni puntano anche il dito contro il commissario Giuseppe Sala: «Come giustifica questa vicenda?».

Il sospetto lumbard è che l'evento «possa essere il palco ideale per lanciare, più o meno apertamente, la candidatura di Giuseppe Sala alle Comunali di Milano», come sostiene l'assessore regionale leghista alla Cultura Cristina Cappellini: «Mi piacerebbe sapere cosa ne pensano tutti coloro che ci hanno massacrato e che si sono stracciati le vesti per il logo di Expo al nostro convegno sulla famiglia del 17 gennaio scorso. Evento istituzionale, peraltro, non di partito. Ma con il Pd sempre due pesi e due misure».

E se il segretario del Pd lombardo Alessandro Alfieri rassicura sui costi («Stiano sereni i leghisti, pagheremo di tasca nostra sino all'ultimo centesimo») la polemica non accenna a spegnersi. Si parla di un canone di affitto di 20mila euro il canone e di zero pass gratuiti, «fatta eccezione per gli accrediti già riconosciuti a esponenti del partito che abbiamo incarichi istituzionali». «Se proprio vogliono incontrarsi a Milano - dice il deputato milanese Luca Squeri, coordinatore provinciale di Forza Italia - ci permettiamo di suggerire al Pd un luogo ben più rappresentativo: la stazione centrale di Milano. I bivacchi di migranti sono infatti l'emblema di questo governo e del suo modo di guidare il Paese».

«Pensiamo che chi sta pensando al futuro del Paese e sta governando il Paese abbia buon titolo per credere che quel luogo di incrocio di persone, progetti e genti sia anche un luogo possibile dove incontrarci», è la scusa che esibisce ancora Fiano. Sulla stessa falsariga anche il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi: «È un modo per valorizzare ulteriormente Expo, in questi mesi la piazza principale del nostro Paese e non solo visto che tutti i principali presidenti internazionali stanno venendo a Expo».

Commenti
Ritratto di 02121940

02121940

Sab, 11/07/2015 - 10:00

Meraviglia dell'altrui meraviglia! Ma il Presidente del Consiglio (almeno per ora) non è tal Renzi da Firenze? Meditate Gente, Meditate.

buri

Sab, 11/07/2015 - 10:53

si sono dimenticati che l'expo non è la fesra del regime renzianp

Ritratto di sekhmet

sekhmet

Sab, 11/07/2015 - 11:24

È già molto tardi, ma bisogna fermarli prima del punto di non ritorno. Da Monti in poi, sono stati quasi quattro anni di costruzione delle fondamenta del regime. Anche a causa di troppa inerzia, troppa litigiosità da parte della destra; è ora di cambiare registro. Sekhmet.

unosolo

Sab, 11/07/2015 - 14:58

quello che dicevo , il potere in mano errate distrugge una Nazione .

Tino Gianbattis...

Dom, 12/07/2015 - 18:13

Chi di DITTATURA ferisce di DITTATURA perisce