Il Pd si arrende ai delinquenti

Dopo mesi di attesa, dem e Ap rimandano il ddl sulla legittima difesa in commissione. Ira del centrodestra

Massimo Malpica

Roma Passo del gambero per il ddl sulla legittima difesa, che torna in Commissione su proposta di Area Popolare tra le proteste dell'opposizione. La nuova frenata del provvedimento ha sollevato in particolare le ire del Carroccio. I deputati leghisti, già critici con il testo approvato in commissione, «stravolto» rispetto alla proposta di legge firmata da Nicola Molteni e considerato «non migliorativo» rispetto alla norma attuale, hanno indossato magliette bianche con la scritta «La difesa è sempre legittima», e il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha rincarato la dose, attaccando su SkyTg24 il concetto stesso di «eccesso di legittima difesa», per poi sostenere che chi invece lo difende è «amico dei delinquenti».

Il ddl era rimasto in commissione da novembre dello scorso anno a marzo, per poi sbarcare alla Camera. Ma a Montecitorio ieri l'esame della proposta di legge è finita dopo pochi minuti. La proposta di Ap di tornare in Commissione, motivata dall'intenzione di inserire un nuovo emendamento che autorizzi la difesa come «sempre legittima» solo se si è in presenza di bambini, è stata votata anche dal Partito democratico e da Si.

«Ancora una volta la sinistra scappa dal tema della sicurezza», chiosa il deputato di Cor Massimo Corsaro, mentre Daniele Farina, deputato di Sinistra Italiana, ironizza sulla «stumentalizzazione» del tema da parte di Fdi e Lega: «La loro proposta è una versione molto hard della legittima difesa: si può sparare alla schiena e magari anche usare la motosega dopo». Ma Farina, allergico al tema, se la prende anche con «la versione soft» del Pd, «per la quale si può sparare alla schiena, ma solo se ricorrono alcune condizioni, quali il turbamento grave».

L'idea alla base della proposta del Carroccio era quella di «allargare le maglie» della legge, aggiungendo un comma all'articolo 52 del codice penale che stabiliva una presunzione assoluta di legittima difesa per chi usa un arma per respingere l'ingresso «mediante effrazione o contro la volontà del proprietario», «con violenza o minaccia di uso di armi da parte di persona travisata» in una casa privata o in un negozio. Il ddl, però, ha perso per strada le firme del Carroccio perché il testo è stato radicalmente cambiato dal Pd (ora si prevede la presunzione di legittima difesa solo in caso di «grave turbamento psichico», e si «ritocca» l'articolo 59 invece del 52) e dunque resta una ampia discrezionalità per il giudice che dovesse essere chiamato a decidere.

Proprio il punto criticato, tra gli altri, dal deputato di Forza Italia Luca Squeri. Polemico con il rinvio in Commissione del ddl («Ennesima prova di un governo e una maggioranza in confusione»), Squeri spera che «ora, almeno, si apra al confronto vero per una legge efficace che non lasci ai magistrati quei margini di discrezionalità nelle decisioni nelle cui pieghe nascono le ingiustizie». Ma il Pd, con il capogruppo in commissione Giustizia Walter Verini, ribadisce: «Deve esserci una proporzione tra l'offesa e la legittima difesa, a noi non vogliamo la società del far west che piace a Salvini».

Critica con il nuovo rinvio in Commissione, oltre alla Lega, anche l'Italia dei Valori, che però attacca il Carroccio («fa solo propaganda») e raccoglie firme per un proprio provvedimento sul tema.