Pensioni, il piano del governo

Il piano del governo su previdenza, lavoro e welfare sta lentamente prendendo forma. Ecco le principali ipotesi di lavoro

Se da una parte il governo incontra i sindacati per "trattare" sulle pensioni, dall'altra sul tavolo dell'esecutivo un piano per risolvere l'annoso problema della riforma previdenziale. Ecco cosa prevede:

L'anticipo pensionistico (Ape)

Il tanto annunciato anticipo pensionistico (Ape) prevede un'uscita anticipata fino a tre anni con penalità crescenti e modalità di applicazione diverse. Il governo ha infatti in mente di penalizzare maggiormente chi decide di lasciare volontariamente il lavoro, rispetto a chi il lavoro lo ha perso. In caso di ristrutturazioni aziendali che prevedono prepensionamenti anche le aziende si dovranno far carico degli oneri. Nel dettaglio nei piani del governo già con la prossima legge di Stabilità si metterà mano alla legge Fornero, rendendo possibile l'uscita anticipata fino a un massimo di tre anni per i nati tra il 1951 e il 1953. La penalizzazione potrebbe oscillare tra l'1% e il 3%, ma potrebbe arrivare fino al 4% per redditi elevati.

Detassazione della previdenza integrativa

Allo studio anche l'ipotesi di abbassare la tassazione sulla previdenza, attualmente al 20%, e di rendere più flessibile l'utilizzo del Tfr nei fondi pensione.

Bonus 80 euro

Nei piani di Palazzo Chigi anche l'estensione ai pensionati del bonus degli 80 euro. I dettagli dell'operazione sono ancora da mettere a punto anche per valutare l'impatto sui conti pubblici.

Taglio del cuneo fiscale e del costo del lavoro

Sul tavolo anche proposte sulle politiche del lavoro. Oltre a misure di sostegno alla crescita il governo si è impegnato con i sindacati a procedere a un taglio del cuneo fiscale e il ministro del lavoro Poletti ha confermato l'impegno a mantenere il costo del lavoro per l'occupazione stabile più basso di quello per l'occupazione a tempo.

Aree di crisi

Tra i campi di intervento anche la gestione delle aree di crisi per le quali è allo studio l'introduzione di ammortizzatori sociali studiati appositamente.