Perde i suoi genitori in due anni: uccisa dal dolore (e dall'anoressia)

Alice, 26 anni, è stata trovata morta nel suo appartamento

Si era tatuata «papà» e «mamma», che non c'erano più. Non si era scritta sul corpo l'altra cosa che le era venuta a mancare: la fame. Alice Signorini è stata trovata morta a soli ventisei anni nell'appartamento di Legnago, in provincia di Verona, nel quale si era trasferita da poco. L'hanno trovata mercoledì i vigili del fuoco e i carabinieri, avvisati dagli zii, preoccupati perché la giovane non rispondeva al telefono e al campanello di casa da diversi giorni.

Non un suicidio, il suo, ma quasi: la ragazza soffriva di anoressia, si nutriva pochissimo, la sua bellezza da modella era prosciugata da quell'ossessione. Quella di essere sempre più magra. Un modo per aderire a un modello estetico estremo e aberrante, ma anche forse una strada come un'altra per scomparire al mondo, per essere sempre meno ingombrante per quel destino che sembrava averla presa in odio e da cui lei forse voleva nascondersi quasi scomparendo.

Alice è morta per infarto. Ma naturalmente a provocare l'arresto cardiaco potrebbero essere state le sue precarie condizioni fisiche. La ragazza combatteva con disturbi alimentari da sei anni, si sa che si tratta di problemi psicologici, ma certo i bocconi amarissimi che - quelli sì - aveva dovuto inghiottire negli ultimi anni avevano peggiorato il tutto, senza che il suo ossuto corpo venisse scaldato nemmeno da un raggio di sole. Dapprima Alice aveva dovuto salutare il papà Paolo, molto noto a Bregantino, in provincia di Rovigo, dove aveva per alcuni anni animato una popolarissima manifestazione di piazza detta «Giocabriga». L'uomo era stato ucciso da una lunga malattia all'età di 55 anni, nel novembre 2015.

Poi a dicembre del 2017 anche mamma Angelina se n'era andata consumata da un cancro. A starle vicino erano rimasti soltanto gli zii, che la incoraggiavano a mangiare, che le chiedevano continuamente di andare a vivere con loro, ma lei era maggiorenne, non potevano obbligarla. Il peggio però qualche mese fa sembrava passato: Alice aveva fatto una cura che sembrava esserle stata di aiuto, aveva perfino ripreso a lavorare nell'agenzia di Legnago del Monte dei Paschi di Siena come bancaria. «Ora riabbraccerai mamma e papà», l'augurio commosso su facebook.