Una perizia psichiatrica per l'assassino di Noemi

Il pm vuole stabilire se fosse lucido

Pazzo? Incapace di intendere e di volere, anche lo fosse stato solo temporaneamente? Eppoi, in fondo, è solo un ragazzino. Ha ammesso il delitto, magari si è un po' contraddetto, di fatto c'è che Lucio, il 17enne reo confesso dell'omicidio della fidanzata Noemi Durini, potrebbe anche cavarsela a norma di legge. Il pm del Tribunale per i minorenni di Lecce Anna Carbonara ha infatti depositato una richiesta di incidente probatorio per procedere a una perizia che verifichi le capacità «mentali» del ragazzo. Gli stessi suoi legali nei giorni scorsi avevano presentato richiesta di procedere ad una perizia che attestasse la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti. Una «prova» ritenuta basilare per la decisione dibattimentale, in quanto ai sensi dell'articolo 98 del codice penale, la capacità di intendere e volere del minore che ha compiuto 14 anni ma non ancora i 18, a differenza dell'adulto, non è presunta, ma deve essere accertata nel concreto. Una perizia che il pm ritiene urgente e quindi da svolgersi nell'immediato piuttosto nella fase processuale i cui tempi potrebbero pregiudicare irreparabilmente la valutazione psichiatrica dell'imputato. Lucio, detenuto in una struttura per minori a Quartuccio, in Sardegna, è accusato di omicidio aggravato dalla premeditazione, crudeltà e futili motivi. Le indagini, intanto sembrano confermare la sua versione. L telecamera di sicurezza di una villa che si affaccia lungo via Enea, il proseguimento della strada provinciale che da Castrignano del Capo conduce a Santa Maria Leuca, che si affaccia proprio sull'ingresso dell'uliveto in cui è stato trovato il cadavere della sedicenne ha ripreso solo il ragazzo e la sua fidanzatina.