Petrolchimico di Siracusa, tre impianti sotto sequestro

Come a Taranto è una vittoria degli ambientalisti: ora gli stabilimenti dovranno ridurre le emissioni

I cittadini delle province di Siracusa, supportati da movimenti ambientalisti, enti ed istituzioni, lottano da anni per la loro salute. Sono decine le denunce sulla cattiva qualità dell'aria a causa del Polo petrolchimico. Vi sono denunce che mettono in correlazione le emissioni con un'alta incidenza di patologie tumorali e di bimbi nati malformati in quella zona, in particolare ad Augusta, Priolo Gargallo, Melilli e Siracusa. E l'elenco purtroppo non termina qui.

Dopo tanto tempo i cittadini incassano una vittoria. Perché il Nictas, che si occupa di reati ambientali, e l'aliquota della polizia della procura aretusea, su provvedimento del gip di Siracusa, hanno effettuato il sequestro preventivo degli stabilimenti Esso, Isab Nord e Isab Sud del Petrolchimico. «È un provvedimento senza precedenti, se si considera che le indagini, scattate due anni fa, seguite da un pool di sostituti coordinati dal capo della procura Francesco Paolo Giordano, hanno accertato un significativo contributo al peggioramento della qualità dell'aria dovuto alle emissioni degli impianti».

«È una prima risposta alla popolazione - ha detto il procuratore - soprattutto alla luce del fatto che nel provvedimento il gip subordina la restituzione degli impianti "all'imposizione di prescrizioni per consentirne l'adeguamento alle norme tecniche vigenti"». In poche parole, gli stabilimenti dovranno ridurre le emissioni grazie a un sistema di copertura delle vasche. Il Petrolchimico ha 15 giorni per decidere cosa fare. Gli stabilimenti Esso, Isab Nord e Isab Sud dovranno osservare degli accorgimenti per adeguare i sistemi a quanto richiesto dal giudice ed effettuare monitoraggi continui delle emissioni, che devono essere messi a disposizione dell'Arpa.

Il sindaco di Siracusa, Giancarlo Garozzo, si dice contento dell'attenzione rivolta dalla magistratura alla popolazione. Dal canto suo, Esso e Isab sottolineano di essere convinti di avere sempre rispettato la normativa vigente e fanno sapere che collaboreranno con la magistratura.

«È una delle aree più inquinate d'Italia con una presenza di patologie accertate dall'Istituto Superiore di Sanità in aumento esponenziale (come il tumore alla tiroide) - dicono il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli e il responsabile nazionale alla legalità e contrasto alle mafie Giuseppe Patti -. Anche in questo caso l'intervento dell'autorità giudiziaria, come a Taranto, evidenzia l'incapacità e la non volontà delle istituzioni (in questo caso la Regione siciliana e il ministero dell'Ambiente) di svolgere il loro dovere eseguendo i controlli necessari».

Qualcosa pare comunque muoversi. Il provvedimento del gip di Siracusa giunge a un mese dalla sentenza della Corte d'Appello di Roma, che ha riconosciuto un risarcimento, a carico dell'Inail, agli eredi di un operaio del Petrolchimico morto per patologie legate all'esposizione di amianto.

Commenti

killkoms

Sab, 22/07/2017 - 11:43

vittoria degli ambientalisti?e l'occupazione?gli onnipotenti togati col sequestro risolvono tutto,ma alla fine,se non si impone alle aziende(dandogli la possibilità di continuare a lavorare) di fare gli adeguamenti sulle emissioni,rimangono sono siti inquinati e macerie da "architettura industriale"!e nessuno se ne venga col solito "ricatto occupazionale"!