Più morti e giovani in fuga, il Paese affoga

Preoccupano i dati Istat: mortalità record e 15mila culle in meno nel 2015. Sono 100mila gli italiani espatriati, +12%

Francesca AngeliRoma Più morti che vivi. Non è il titolo di un film di Tarantino ma la sintesi un po' brutale degli ultimi dati Istat. L'aumento dei decessi nel nostro paese era già evidente dalla fine dello scorso anno ma si trattava di dati parziali che ora sono stati confermati. Nel 2015 in Italia i morti sono stati 653.000 con un aumento di 54.000 unità rispetto al 2014 pari al 9,1 per cento. Una cifra che fa balzare il tasso di mortalità al 10,7 per mille, ovvero il più alto mai registrato dal Dopoguerra. Va subito specificato che questo aumento è concentrato tra le persone anziane tra i 75 ed i 95 anni. I dati negativi non finiscono qui. Prosegue anche il calo delle nascite: solo 488.000 bebè, 8 per mille residenti. Meno 15.000 nascite rispetto al 2014 e un tasso di fecondità in caduta verticale: 1,35 figli per donna. Il saldo tra decessi e nascite è dunque sempre più negativo: meno 165.000. Non solo. È in calo anche la popolazione residente. Al primo gennaio 2016 i residenti in Italia sono 60 milioni 656.000 con un calo di 139.000 unità. E infatti sono addirittura saliti a 100.000 gli italiani che nel 2015 hanno deciso di trasferirsi all'estero, segnando così un più 12,4 per cento rispetto all'anno precedente. Aumenta invece la presenza di stranieri che sono saliti a 5 milioni 54.000 segnando un più 40.000, arrivando a rappresentare l'8,3 per cento della popolazione totale. Sono i cittadini italiani che diminuiscono, scendendo a 55,6 milioni con una perdita di 179.000 residenti. Ed in questa popolazione aumenta il numero degli anziani. Ci sono 13,4 milioni di persone oltre i 65 anni che rappresentano il 22 per cento del totale mentre è in costante calo la popolazione in età attiva, tra i 15 ed i 64 anni, scesa a 39 milioni di persone. Sono soltanto 8,3 milioni i ragazzi fino a 14 anni di età, pari al 13,7 per cento. L'Istat aveva già indicato tra le possibili cause dell'aumento dei decessi sia un effetto rimbalzo inevitabile dopo il calo del 2013 e del 2014 sia l'aumento della popolazione anziana. Altre spiegazioni date dagli esperti avevano collegato l'aumento del tasso di mortalità all'estate torrida mentre molti medici avevano messo sotto accusa l'aumento dei costi a carico del cittadino nel settore della sanità. Troppo caro curarsi e molti rinunciano.