In piazza contro il governo: oggi tocca a Fratelli d'Italia

MilanoLa strana coppia ormai diventata coppia di fatto Meloni-Salvini mettendosi alla testa del «Fronte anti Renzi», si è data appuntamento ieri a Milano per lanciare la manifestazione di questo pomeriggio a Venezia sotto lo slogan «Difendiamoci». Con la Meloni a spiegare che la difesa è «dalla politica di un governo Renzi troppo attento a obbedire ai poteri forti per potersi accorgere anche delle esigenze degli italiani comuni». E Salvini ad aggiungere la necessità di difendersi «da una politica economica che affonda il Paese e dalla strategia suicida del ministro Alfano che sta avallando il tentativo di pulizia etnica di chi pensa di sostituire gli italiani con decine di migliaia di persone in arrivo dall'Africa».

Dopo la grande manifestazione di sabato scorso organizzata dalla Lega in Piazza del Popolo a Roma a cui Giorgia Meloni è intervenuta dal palco, oggi a Venezia il secondo round convocato questa volta da Fratelli d'Italia. Con lei Ignazio La Russa, Paola Frassinetti e Carlo Fidanza lanciano l'appuntamento per le 14,30 nel piazzale della stazione ferroviaria di Santa Lucia e poi corteo fino a campo San Geremia dove a intervenire per il Carroccio sarà il capogruppo alla Camera Massimiliano Fedriga. E poi il paracadutista Giampiero Monti medaglia al valor militare in Somalia per il suo eroismo durante la battaglia del checkpoint Pasta, Alberto Torreggiani che perse il padre Pierluigi e rimase paralizzato nella rapina dei Proletari armati per il comunismo di cui nel 1979 fu protagonista quel Cesare Battisti di cui sembra finalmente vicina l'estradizione dal Brasile. E poi il capo dei Forconi Mariano Ferro e Graziano Stacchio, il benzinaio che nel Vicentino ha sparato per difendere la commessa di una gioielleria dall'assalto di quattro banditi armati di kalashnikov. «Questa determinazione e chiarezza che stiamo mettendo in campo - dice Meloni - iniziano ad aggregare tante persone libere che non vogliono morire renziane o inciuciare con il premier». Perché adesso bisogna opporsi «a Renzi e ai suoi burattinai che stanno a Bruxelles o obbediscono agli ordini di Angela Merkel: un governo che ha dato 80 euro e ne chiede 160 in più di tasse, aumentandole del 300 per cento a chi non arriva a 30mila euro all'anno». E poi, aggiunge la Meloni, «perseguita chi magari ha sbagliato dichiarando un euro in meno, ma condona le banche e chi fa i soldi con il gioco d'azzardo».