Picchia i carabinieri: lo show di Grignani finisce con le manette

L'autore di «Destinazione paradiso» non riesce più a togliere dal suo navigatore le coordinate che lo stanno portando all'inferno. La fama di cantautore maledetto, che per alcuni è marketing ma che per Gianluca Grignani, 42 anni, sembra avere tutti i crismi di un vero processo di autodistruzione, sabato notte ha aggiunto un nuovo capitolo di cronaca nera all'elenco di follie già troppo nutrito. Più alcol e droga che rock, il viaggio verso gli inferi stavolta fa tappa nella caserma dei carabinieri di Riccione, dove, al termine di una notte movimentata, l'artista è stato dichiarato formalmente in arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ad avere la peggio sarebbero stati due carabinieri, chiamati per cercare di calmare un Grignani eccessivamente alterato nell'appartamento dove sta trascorrendo una vacanza con la moglie e i quattro figli, e poi presi a calci dal cantante in evidente stato confusionale.
Un viaggio ha senso solo senza ritorno se non in volo, cantava Grignani al tempi d'oro. Ma stavolta a volare giù dalle scale è stato un carabiniere che cercava di tranquillizzarlo.
È successo l'altra notte, quando al 112 è arrivata una richiesta di intervento, pare, da parte di un cugino dell'artista. Apparentemente in preda all'alcol, Grignani stava dando in escandescenze, non si sa bene per quale motivo. Quando i carabinieri sono arrivati, lui ha tentato di fuggire, entrando in un vicino hotel. Con tutto il tatto possibile, hanno cercato di convincere il cantante a uscire ma la reazione è stata improvvisa e violenta. Un carabiniere è ruzzolato giù per le scale e l'altro ha preso un calcio. Ci sono stati momenti di tensione ma i militari hanno raggiunto l'obiettivo, affatto facile, di calmare l'esagitato cantautore che poi è stato accompagnato al Pronto soccorso dell'ospedale Ceccarini. Un paio di flebo di calmanti sono bastate a riportare alla ragione Grignani, che infatti è stato dimesso poco dopo. E alle tre di notte, in caserma, gli è stata notificata la detenzione domiciliare cautelare. Ora è a casa, in attesa di essere giudicato per direttissima in tribunale a Rimini.
Passata la nottata, Grignani si è svegliato con (motivati) sensi di colpa. E, dopo il clamore della notizia, ha sentito il bisogno di precisare alcune cose attraverso una nota in cui chiede «sentitamente scusa» ai militari per il comportamento assunto. Nello stesso tempo sostiene di non aver «spinto nessun carabiniere giù dalle scale». «I militari dell'Arma - prosegue la nota - sono intervenuti su segnalazione del cugino (unico presente al momento dell'accaduto) di Grignani, il quale, in stato confusionale dovuto a una forte crisi di panico, ha reagito all'intervento in modo sconclusionato». «L'artista e la moglie Francesca Dall'Olio - conclude la nota - tengono a precisare che la vicenda non è in alcun modo legata alla famiglia né, tantomeno, che sia stata la moglie ad allertare i carabinieri».
Un mese fa era uscito il suo ultimo singolo, «Non sono mica un fenomeno», e su Facebook il cantante, forte di oltre 300 mila «like», aveva ringraziato i fan per la vicinanza. Sembrava fossero definitivamente cancellati i tempi della cocaina (7 anni fa era stato indagato), anche se all'ultimo concerto del maggio scorso a Brescia dell'amico e collega Omar Pedrini Grignani si era reso protagonista di un'imbarazzante esibizione in evidente stato di ebbrezza alcolica, un vizietto che qualche anno fa gli aveva provocato pure il ritiro della patente. «Nei prossimi giorni spiegherò tutto», ha assicurato il cantante. Qualcuno dovrà prima spiegare a lui come cancellare l'indirizzo dell'inferno dal navigatore che milioni di fan, vent'anni fa, avevano tarato su paradiso città.