Il Pil rallenta e i consumi restano al palo

Pesa il calo della domanda di auto (-1,6% a settembre). Scenario deludente

Roma. Il quadro congiunturale italiano continua a evidenziare segnali di debolezza. Secondo Confcommercio, a ottobre il Pil è rimasto invariato su base mensile per una crescita tendenziale dello 0,7%, in rallentamento rispetto allo 0,8 di settembre. Nel complesso del terzo trimestre 2018, l'organizzazione guidata da Carlo Sangalli stima una crescita dello 0,1% del Pil in termini congiunturali, mentre il tasso di crescita tendenziale si attesterebbe allo 0,9 per cento. Insomma, un trend appesantito che restringe ulteriormente gli spazi di manovra per la finanza pubblica.

Nel mese di agosto, evidenzia la nota congiunturale, la produzione industriale ha registrato, al netto dei fattori stagionali, un miglioramento dell'1,7% su base mensile e una diminuzione dello 0,8% su base annua. L'occupazione ha presentato, nello stesso mese, una variazione congiunturale positiva dello 0,3%. Segnali positivi sono giunti anche dagli indici di fiducia delle famiglie e degli operatori del manifatturiero che hanno registrato a settembre un miglioramento, rispettivamente, dello 0,6% e dello 0,7% su base mensile. Questi miglioramenti tuttavia, osserva Confcommercio, «non modificano le prospettive a breve, essendo, in molti casi recuperi marginali rispetto ai deludenti risultati dei mesi precedenti».

Il problema, infatti, è legato alla debolezza strutturale dei consumi. A settembre 2018 l'indicatore Confcommercio (Icc) ha registrato una flessione dello 0,3% in termini congiunturali e un aumento della stessa entità nel confronto con lo stesso mese del 2017, «segnalando il permanere di difficoltà da parte della domanda delle famiglie di instradarsi su un sentiero di crescita consolidato». Il calo congiunturale è la sintesi di una variazione dello 0,5% della domanda relativa ai servizi e di una flessione dello 0,6% di quella per i beni.

Per quanto concerne le singole macro-funzioni di spesa si segnala una generalizzata tendenza al ridimensionamento. Gli unici due segmenti che hanno registrato una variazione positiva su agosto sono stati quelli relativi alla spesa per gli alberghi e i pasti e le consumazioni fuori casa (+0,6%) e per le comunicazioni (+0,3%). La flessione più significativa si è registrata per i beni e i servizi per la mobilità (-1,6%) su cui ha pesato l'andamento decisamente negativo della domanda di auto da parte dei privati.

Commenti

Duka

Sab, 13/10/2018 - 10:10

E' del tutto normale il popolo italiano non è tutto quello che ha votato 5Stalle e tra questi già ci sono un mare di strapentiti. Dell'agognato "Reddito di Cittadinanza" tradotto "dolce far niente" non cui sarà nemmeno l'ombra idem per la tanto reclamizzata FLAT-TAX

jaguar

Sab, 13/10/2018 - 11:21

Pensano che la gente cambi macchina ogni anno, non sanno che a noi comuni mortali l'auto deve durare almeno 10 anni.

Calmapiatta

Sab, 13/10/2018 - 11:39

Il mercato interno è una palude dal 2011 e i provvedimenti restrittivi dei vari governi, Monti in primis, hanno peggiorato le case. I pentimenti post elettorali non c'entrano nulla il problema è che lavoro precario, salari bassi e alta pressione fiscale non favoriscono la spesa. Le famiglie hanno paura e non spendono, oppure, non spendono perché non hanno. Sveglia!

cir

Sab, 13/10/2018 - 11:47

fin che una economia si basa sul consumo di automobili e beni voluttuari , scartando quelli essenziali si deve sperare che non cresca mai , anzi !!