Le piste della droga: cani poliziotto incastrano 18 sciatori

Insospettabili turisti, quasi tutti milanesi: trovati hashish, marijuana e 14 spinelli

Milano Un facoltoso manager meneghino padre di tre figli, una pr in carriera con due bimbi piccoli, lo studente 30enne di una titolata università sotto la Madonnina, ormai fuori corso da un pezzo e che, se capita, non disdegna oltre che il consumo di hashish anche la vendita (per arrotondare? Difficile affermare il contrario). Drogati degli sci, con le pista in pista. Anche se da ridere c'è ben poco i giochi di parole si sprecheranno ora che diciotto turisti, perlopiù provenienti dal milanese - città e hinterland - domenica sono risultati positivi ai controlli per uso e spaccio di stupefacenti sugli impianti sciistici di Alpe Palù, in provincia di Sondrio, dopo l'intervento dei carabinieri della sezione operativa di Chiesa in Valmalenco e dei loro colleghi bergamaschi da due unità cinofile di Orio al Serio. Proprio i cani antidroga in appena tre ore hanno segnalato numerose persone e, immediatamente dopo, l'attività di riscontro dell'Arma si è rivelata positiva per 18 lombardi maggiorenni. Diciassette di loro infatti sono stati segnalati come assuntori di droga alle prefetture di competenza e lo studente trentenne milanese è stato denunciato a piede libero per spaccio di stupefacenti. In totale i carabinieri hanno sequestrato circa 18 grammi di hashish, 7 grammi di marijuana e 14 spinelli. Rinvenuti in zaini, tute, tasche di giacche a vento, berretti, valige e trolley, ma a anche a bordo di vetture, all'interno di beauty case e portafogli. Come fossero corredo essenziale e necessario del fine settimana sulla neve di padri e madri di famiglia. Che probabilmente oltre a non controllare se stessi, figuriamoci come possono badare ai loro figli o comunque ai piccoli sciatori in azione sulle piste.

In realtà gli investigatori in un certo senso erano certi di andare a colpo sicuro. Tra dicembre e gennaio, in Valtellina e in Valchiavenna, tempio dello sci lombardo, ci sono stati davvero troppi infortuni sulle piste da sci per poter chiamare in causa solo le condizioni climatiche o le scarse condizioni atletiche delle persone coinvolte, oltre al sempreverde fato avverso. Sono stati infatti 564 gli interventi effettuati dai poliziotti sciatori della questura di Sondrio in un mese, in aumento rispetto all'andamento di un anno fa. Un anno difficile, questo, con due bambine che sono morte sulle piste italiane, con le polemiche sulla sicurezza, con gli operatori del 118 in perenne allerta.

Gli agenti in servizio sicurezza e soccorso sulle piste dei cinque principali comprensori sciistici dell'area - che può contare sulla formidabile attrattiva di località note in tutto il mondo, come Livigno, Bormio, Aprica, Chiesa in Valmalenco e Madesimo - non hanno avuto tregua. Dei 564 interventi effettuati dal 6 dicembre al 6 gennaio scorsi, 427 sono stati innescati da cause accidentali, cioè da cadute in pista, 106 da scontri tra persone, 24 a malori e infine 7 da scontri con ostacoli fissi come alberi e parti degli impianti.

«In una stagione invernale, dove non sono stati rari i casi di incidenti, anche mortali, a causa di comportamenti scorretti e imprudenti tenuti dagli sciatori, l'attività dei carabinieri della Compagnia di Sondrio è stata finalizzata ad assicurare controlli più efficaci per coloro che domenica hanno frequentato il comprensorio. L'attività ha evitato, sicuramente, che molte persone affrontassero le piste da sci in condizione di alterazione psicofisica mettendo a rischio la propria e l'altrui incolumità» ha commentato il capitano Serena Federica Galvagno.