Dalla pizza di Renzi alle sarde di Mattarella

I gusti degli altri leader. La Boldrini tentata dalla lonza, Alfano dai cannoli

Roma 1952: nella sala posta in cima al Torrino del Quirinale ha luogo una cena non ufficiale. Tra gli invitati del presidente Luigi Einaudi, lo scrittore Ennio Flaiano. Al momento della frutta, un gran vassoio d'argento con delle pere giganti. Attimi d'imbarazzo. «Io prenderei una pera, ma sono troppo grandi. C'è nessuno che vuole dividerne una con me?». Il maggiordomo deglutisce per lo «strappo» all'etichetta del presidente. Flaiano alza la mano: «Io, presidente!». Einaudi taglia la pera, il maggiordomo pone l'altra metà sul piatto che porta a Flaiano, «come se contenesse la metà della testa di Giovanni il Battista», così la descrive Flaiano. Con una chiosa diventata celebre: «Non vidi più Einaudi, qualche anno dopo saliva alla presidenza un altro e il resto è noto. Cominciava per l'Italia la repubblica delle pere indivise».Giunti forse alla terza generazione di pere indivise, Palazzo Chigi tramite selfie non manca di tenerci aggiornati e indorarci pillole sui gusti «pop» del premier Renzi, estimatore della pizza sotto qualsiasi forma si presenti (al taglio con zucchina la prediletta). L'austero successore di Einaudi, il presidente Sergio Mattarella, ama sì la cucina siciliana, ma in particolare la pasta cu'e sarde. Ancora più radicato Pietro Grasso, numero uno del Senato: pasta con i broccoli arriminati (ripassati) e anelletti al forno con carne capoliata (macinata). Per Laura Boldrini «non si butta via nulla», nel suo frigo spuntano verdure, arance e limoni dell'orto, stuzzichini e una prelibatezza: «Lonza, una tentazione costante». Decisamente carnivora (non solo di senatori) la ministra Boschi: solo che la carne la preferisce di cavallo (l'Aretino pullula di cavalli di razza). Debora Serracchiani ama invece la «parmigiana di mammà», Alfano i cannoli e la cassata (con la «esse), Franceschini la salama da sugo con purè, Orlando la pasta e facioli, il candidato romano Morassut, come l'ex presidente Napolitano, gli spaghetti pomodoro e basilico. Banali, ma sempre meglio della Rib-Eye mit kartoffeln della bisteccona Angela Merkel, dei cheeseburger di Obama e degli hamburger dello schifiltosissimo Hollande. Un francese che disdegna caviale, aragoste, tartufi e si fa venire il voltastomaco davanti a carciofi e cavoli andrebbe cacciato via. Con disonore.RooS