Pizzo ai mendicanti per le foto con le statue

FirenzePagare un obolo per guadagnarsi il diritto a scattare una foto ricordo senza l'ingombrante «presenza» di una o più donne nomadi che chiedono l'elemosina. Accade a Firenze, al mercato del Porcellino, dove ogni giorno migliaia di persone si mettono in posa davanti all'omonima statua per scattare una foto mentre accarezzano il muso del cinghiale. Senza la «tangente» di qualche moneta, però, nell'istantanea sarà compresa anche una nomade seduta tutto il giorno ai piedi della statua, ferma a chiedere l'elemosina con in mano una foto sgualcita dei (suoi?) bambini.

Ogni giorno quel fazzoletto di terra è presidiato sin dal mattino, e per chi vuole scattare una foto al Porcellino le possibilità sono solo due: o paghi qualche moneta e la nomade si sposta il tempo necessario per farti scattare la foto, oppure sei costretto a metterti in posa accanto al porcellino e alla Rom. Una vera e propria tangente sulla foto. Le famiglie più numerose arrivano a mettere i figli uno accanto all'altro, a mo' di barriera calcistica, ma per tutti gli altri la foto è rovinata. A denunciare la vicenda è il consigliere regionale Giovanni Donzelli (Fratelli d'Italia): «Ecco in azione i compagni di foto di Enrico Rossi – spiega, ricordando che qualche tempo fa il governatore toscano si immortalò in una foto insieme a una famiglia Rom - che da un lato prendono fondi, sovvenzioni e contributi, mentre dall'altro continuano a mendicare in maniera molesta». Anche quando la richiesta di denaro non è esplicita, basta un attimo per capire come stanno le cose: un paio di monete cadono nel bicchiere, e «casualmente» la nomade si sposta per qualche secondo. Poi riprende il suo posto, appoggiata su un angolo della statua, in attesa di finire immortalata in decine di scatti che porteranno la sua immagine - insieme a quella del Porcellino - in tutto il mondo.