La pm del «baciapiedi» abbandona l'inchiesta E due colleghi la seguono

Dopo le foto con un avvocato della difesa pubblicate dal «Giornale», è terremoto nel pool dei magistrati

Roma Terremoto nel pool che indaga sullo schianto tra treni in Puglia dello scorso 12 luglio. Ieri è arrivato il passo indietro del pm Simona Merra. Il magistrato della Procura di Trani si asterrà dall'inchiesta sul disastro ferroviario nelle campagne tra Andria e Corato in seguito alle polemiche sollevate dalle foto che ritraggono la pm in atteggiamenti confidenziali con il legale di uno degli indagati, l'avvocato Leonardo De Cesare (difensore del capostazione di Andria, Vito Piccarreta). È stato il procuratore facente funzioni, Francesco Giannella, a comunicare la decisione, spiegando che «responsabilmente e per desiderio di riportare serenità attorno alla vicenda, la dottoressa Simona Merra, pur ribadendo la propria correttezza nella conduzione delle indagini, ha deciso di astenersi dall'ulteriore trattazione del procedimento per ragioni di opportunità». Giannella ha poi voluto «rassicurare quanti soffrono le conseguenze della terribile vicenda che le indagini sono state fin qui condotte, e continueranno a essere condotte, nella più rigorosa imparzialità e trasparenza», e che ogni «iniziativa investigativa, atto e provvedimento del procedimento è stato e sarà adottato collegialmente dai magistrati contitolari dell'indagine». Che però, come si diceva, sono sempre di meno. Oltre alla Merra, che ha lasciato ieri, i venti di bufera provenienti dal Csm, dove sono piovuti esposti su diversi magistrati tranesi e su anomalie nei rapporti tra pm e avvocati, hanno portato all'astensione - per «motivi personali» di altre due toghe. A sfilarsi sono il vicario e coordinatore del pool, Luigi Scimé, e il pm Antonio Savasta. Quest'ultimo è al centro, tra l'altro, dell'esposto spedito a Palazzo dei Marescialli all'inizio di agosto dall'imprenditore barlettano Giuseppe Dimiccoli, proprio quello al quale era allegata l'istantanea del pm Merra con il legale del capostazione. L'esposto cita anche il libro dell'ex gip tranese Roberto Oliveri del Castillo «Frammenti di storie semplici», che racconta episodi di malagiustizia con nomi di fantasia, ma i cui episodi sembrerebbero ricalcare fatti realmente avvenuti, e calzare a misura su alcuni dei magistrati in servizio nella piccola procura pugliese.

Insomma, la questione di opportunità sollevata dalla foto si risolve, di riffa o di raffa, con un drastico ridimensionamento del pool, sceso da sei magistrati a tre. Adesso le indagini sullo schianto tra i due convogli della Ferrotramviaria sono affidate a tre sostituti: Michele Ruggiero (che indagava sul filone dei finanziamenti destinati a migliorare i sistemi automatici di sicurezza sulla linea Corato-Andria e sul previsto ma mai realizzato raddoppio del binario), Marcello Catalano e Alessandro Pesce. L'attenzione, ora, torna sull'indagine che punta ai responsabili di un incidente che ha tolto la vita a 23 persone.

Commenti

beowulfagate

Dom, 07/08/2016 - 10:03

Che disgusto questa foto.Dove sono i sinistri che berciavano su Palazzo Grazioli? Mai vista un'immagine che suscitasse tanto ribrezzo.Vergognatevi.

Ritratto di stenos

stenos

Dom, 07/08/2016 - 10:09

Tu vai a processo e ti trovi questi. Questa foto e' il simbolo dell'itaglia in disfacimento, senza nessun freno e un minimo di serieta' e moralita'. Agghiacciante.

Ritratto di Alberto43

Alberto43

Dom, 07/08/2016 - 10:14

Accertare la verità o cercare il colpevole sono due facce della stessa medaglia, ma in Italia il gossip la fa da padrone e così il tutto si sposta all'analisi del dito che indica la luna! Non sarebbe più logico affidare l'inchista ad un'altra procura e lasciare le beghe leccatorie alla cronaca rosa?

Ritratto di Zio_Fester

Zio_Fester

Dom, 07/08/2016 - 12:45

Ok il CSM si è mosso, ma quel uomo con la lingua di fuori così, meriterebbe 30 frustate ! Su questo il mondo arabo punisce severamente !

Ritratto di 02121940

02121940

Dom, 07/08/2016 - 12:56

Personalmente sono contrario all'unicità della magistratura, giudicante ed inquirente. Ne è scaturito un terzo potere che va ben oltre le indicazioni di Montesquieu. I fatti di cronaca recenti, per quanto sicuramente "innocenti", confermano le perplessità di molti, non solo mie.