Poca crescita, tasse alle stelle solo Cipro è peggio dell'Italia

Il Fmi migliora le stime sul Pil, ma restiamo quasi ultimi in Europa. Dati choc Bankitalia: debito pubblico record

RomaMigliorano le previsioni di crescita del Fondo monetario internazionale per l'Italia, nel senso che ci concedono qualche decimale di Pil rispetto alle stime di quest'inverno. Ma quella che suona come una buona notizia è in realtà la conferma di un verdetto di condanna per la nostra economia. Siamo ancora il fanalino di coda della crescita di tutta Europa, arranchiamo mentre gli altri iniziano a correre. Peggio di noi c'è solo Cipro. Senza contare che il Fmi prevede un Pil inferiore a quello messo nero su bianco dal governo nel Def, anche per il 2015.

Le cattive notizie da Washington non sono le uniche. Da Parigi è arrivato il rapporto sulla tassazione dei salari dell'Ocse che certifica come nel 2014 sia cresciuto il cuneo fiscale, cioè la distanza tra il costo del lavoro e quanto il dipendente si mette in tasca. Osservazione preoccupante per il governo, se si considera che nel 2014 è entrato in vigore il bonus da 80 euro, che oggi il governo vorrebbe estendere grazie al «tesoretto» di 1,6 miliardi trovato nel Def, e che secondo Renzi è una riduzione del cuneo fiscale a tutti gli effetti. A Roma, invece, Bankitalia ha registrato un nuovo, inevitabile, record del debito pubblico.

Ma andiamo con ordine. Le cifre del Fmi sono queste. Il Pil del Belpaese crescerà quest'anno dello 0,5%. È uno 0,1% in più rispetto alle stime di gennaio. Ma è una previsione molto più pessimista rispetto a quella del Documento di economia e finanza che certifica uno 0,7%. Una differenza di 3,2 miliardi che potrebbe complicare i conti di fine anno del governo. Nel 2016 il Pil accelererà all'1,1%. Lo 0,3% in più rispetto alle previsioni, ma, di nuovo, lo 0,3% in meno rispetto alle stime di Roma. A parte l'eccesso di ottimismo. La notizia è che siamo cronicamente in coda. Solo Cipro farà peggio quest'anno con un aumento del Pil dello 0,2%, ma già nel 2016 ci supererà. «Il sistema bancario è un elemento di debolezza, anche per i crediti deteriorati», ha spiegato il consigliere del Fondo monetario internazionale Olivier Blanchard. Ma mancano anche riforme vere. E questa volta a certificarlo è stata l'Ocse. Nel rapporto sulla tassazione dei salari, l'organizzazione delle economie più forti ha certificato che l'anno scorso in Italia il cuneo fiscale è salito di 0,37 punti percentuali, attestandosi al 48,2%, il sesto dato più elevato dell'area Ocse. Questa volta non siamo fanalino di coda. Nel senso che peggio di noi ci Paesi come Belgio, Austria, Germania. Ma in questo caso la cattiva notizia per l'Italia è che il bonus da 80 euro non ha alleggerito la tassazione sul lavoro. Un argomento in più per chi l'ha classificata come una regalìa elettorale e non ne vuole l'estensione.

Segnali preoccupanti anche dall'Italia. Ieri Bankitalia ha comunicato un nuovo record per il debito pubblico, aumentato a febbraio di 3,3 miliardi, a 2.169,2 miliardi. Come se non bastasse, le entrate tributarie ferme. Congelate dalla crisi che non molla la presa.

Quindi: crescita bassa, spesa pubblica che corre, riforme che non funzionano. E un clima politico meno pacifico di prima. Come testimonia un articolo di fondo del Sole24ore a firma Fabrizio Forquet, dove il tesoretto del Def è bollato come una «arma di distrazione di massa». Un modo per sviare l'opinione pubblica dalla mina da 16 miliardi di nuove tasse solo per il 2016, da disinnescare.

È il livello della tassazione sul lavoro in Italia registrata dall'Ocse nel 2014: restiamo il sesto Paese al mondo con il cuneo fiscale più elevato

È l'ammontare record del debito pubblico, in miliardi di euro, certificato dalla Banca d'Italia in febbraio. In crescita di altri 3,3 miliardi

La stima del fondo monetario internazionale sulla crescita del Pil italiano nel 2015: è rivista al rialzo ma è sempre inferiore alla cifra indicata nel Def