«Poco sangue, operazioni a rischio» Giallo sull'allarme sanitario a Roma

I medici denunciano disagi, ma la Regione Lazio nega tutto

Tiziana Paolocci

Roma È giallo sull'emergenza sangue a Roma. Gli ospedali lanciano l'sos denunciando il rinvio degli interventi chirurgici programmati a causa della sospensione delle donazioni nella Asl Rm2 e in quella di Anzio, dove si sono registrati casi di Chikungunya. Ma la regione Lazio smentisce e spiega che il problema è stato superato.

Sulla questione c'è molta confusione. I soggetti contagiati, fino ad oggi, sono 92 e al Seresmi ieri sono pervenute altre 6 notifiche. Si tratta di tre persone che hanno soggiornato ad Anzio e tre residenti a Roma, che non hanno collegamento con il comune del litorale. Ma secondo il ministro della Salute Beatrice Lorenzin il virus non deve spaventare, perché si tratta di «semplice influenza che porta dolori articolari molto forti».

Nessuna paura, quindi. Così sembrerebbe. Eppure il blocco delle donazioni nell'Asl Roma 2 rimane in vigore. «Finché - sottolinea ministra - non abbiamo il monitoraggio totale e ci assicuriamo che non ci sia più alcuna possibilità di trasmissione della malattia». Questo stop, fino a qualche ora fa, aveva provocato diversi disagi nelle strutture sanitarie romane, dove erano state garantire le urgenze, ma erano saltate le operazioni programmate, perché i centri trasfusionali non avevano scorte sufficienti e le sacche servivano a garantire l'assistenza ai malati più gravi e a quelli oncologici. Stesso quadro in quasi tutti gli ospedali, dal Gemelli al San Camillo, dal Policlinico di Tor Vergata all'Umberto I, come avevano evidenziato i dirigenti sanitari. Almeno fino a mercoledì.

Ora, invece, la musica sembra cambiata o i vertici della sanità si sono accordati meglio, per fornire un'unica versione. «Le disinfestazioni sono partite, per cui l'allarme carenza sangue è stato scongiurato - dice la Lorenzin -. Per noi, le autorità sanitarie e il Centro nazionale del sangue era necessario che si effettuassero le disinfestazioni per evitare che il virus potesse allargarsi nell'area romana e provocare il blocco della raccolta a Roma».

«Non vi è in atto alcuna interruzione delle attività operatorie, soprattutto per quanto riguarda gli interventi salvavita - chiarisce la Regione Lazio -. A sette giorni dallo stop per i residenti della Asl Rm 2, il Centro Regionale Sangue ha ricevuto in compensazione 1.531 sacche dalle altre regioni. Queste, oltre alla raccolta straordinaria, hanno coperto interamente il fabbisogno». Adesso sarà possibile utilizzare anche le sacche raccolte nel resto della città, che hanno subito la quarantena dei 5 giorni.

Fabrizio d'Alba, dg del San Camillo-Forlanini, infine, annuncia che il trend della raccolta è rimasto favorevole, in linea con la media settimanale consolidata annua di donazioni, di circa 250 a settimana e che non ci sono ritardi nelle attività operatorie.