La politica sotto choc: "Ma i controlli dove sono?"

Stucchi (Copasir): «La cosa più grave è che per tutto questo tempo nessuno si sia accorto di nulla»

Francesca Maria e Giulio Occhionero

Con la vicenda dei fratelli Giulio e Francesca Maria Occhionero, indagati per aver messo a punto una «centrale» di cyberspionaggio ai danni di cariche istituzionali, politici, imprenditori, uomini dell'alta finanza e una lunga lista di nomi illustri del nostro Paese, a saltare - per ora - è la testa del direttore della Polizia postale, Roberto Di Legami. Ma la faglia che si apre è ben più profonda. «Siamo tutti non attrezzati e inadeguati, parlo delle nostre istituzioni, alla cybersicurezza. Una cosa non da poco. Quello che si sta scoprendo in queste ore è estremamente grave». Così ha commentato il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Renato Brunetta. E in effetti, il tema in queste ore è quello dell'inadeguatezza delle istituzioni, ma anche delle aziende e delle organizzazioni che sono finite nel mirino dell'attività di dossieraggio, «per finalità che al momento possiamo solo immaginare» come ha lasciato intendere il garante della Privacy Antonello Soro, ai microfoni di Radio 1. «Non c'è dubbio che questo caso dimostra come quanto sia in ritardo il sistema di sicurezza cibernetica nel nostro Paese», ha aggiunto il capo dell'Autorità per la protezione dei dati. E in effetti, se fosse confermato «un sistema più ampio» dietro «Eye Pyramid», significherebbe che i due pirati informatici hanno agito in maniera indisturbata per anni. Nonostante i presunti precedenti emersi in occasione della famosa inchiesta sulla P4, nel 2011, e nonostante questa vicenda affondi le radici nella collaborazione dell'ingegnere informatico convertito all'alta finanza, per esempio, con la Westlands Securities, la società che avrebbe fornito consulenza per un progetto sul Porto di Taranto. Nei rapporti con Monte dei Paschi.

E persino con Salvatore Buzzi, quello delle Coop di Mafia Capitale. «L'Amministrazione sta verificando la sussistenza di eventuali infiltrazioni nei sistemi di autenticazione del portale e contemporaneamente ha attivato tutti gli approfondimenti del caso con il Raggruppamento Temporaneo d'Imprese, gestore dell'ambiente di portale», si legge in una nota diffusa oggi dal Campidoglio. È evidente intanto che la palla, adesso, è fra le mani della Procura e quelle del Parlamento, dove il clamore di questo caso di spionaggio all'italiana ha aperto a non pochi interrogativi. «La cosa più grave è che si sia potuta sviluppare tutta una attività di questo tipo, per un lungo periodo, senza che ci fosse la possibilità di comprendere quello che realmente stava accadendo», è il commento del presidente del Copasir e senatore Lega Nord Giacomo Stucchi. Sui «lati oscuri e inquietanti» di questa «vicenda che si riferisce anche a questioni di sicurezza nazionale», il presidente dei deputati Cinque stelle, Vincenzo Caso, ha chiesto in conferenza dei capigruppo della Camera un'informativa urgente del Governo in Parlamento. Sarà il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, a far sapere quando e chi terrà l'informativa.