Portare Fido in ufficio è meglio di internet: aumenta la produttività e aiuta a fare squadra

Lo dice la scienza: lavorare con gli animali toglie ogni stress. Soprattutto ai più giovani

Sarà un cucciolo a salvarvi dal logorio della vita moderna. Specie se lo portate al lavoro, principale generatore di stress della nostra epoca. È l'invito che viene dalla Giornata mondiale del cane in ufficio, che cade appunto oggi. Creata nel 1999 dall'americana Pet Sitters International, quest'anno è giunta alla ventesima edizione.

Le ricerche sembrano confermalo: portare il proprio cane al lavoro fa bene alla socialità, al buonumore e riduce nervosismi e tensioni. Con ricadute benefiche anche sulla produttività. Così sono sempre di più le aziende che aprono le porte agli amici a quattro zampe, che in Italia sono 7 milioni secondo il Rapporto Assalco-Zoomark 2018.

I ricercatori della Virginia Commonwealth University ad esempio hanno rilevato come i livelli di stress dei dipendenti di un'azienda manifatturiera che hanno portato i propri cani a lavorare si sentivano molto meno stressati rispetto a quelli non accompagnati da fido. In uno studio condotto dal Banfield Pet Hospital, i ricercatori hanno chiesto a oltre 1200 tra dipendenti e responsabili delle risorse umane l'impatto di avere un posto di lavoro che accoglie gli animali domestici: in aree come il miglioramento del morale dei dipendenti, un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata, migliori relazioni lavorative e capacità di lavorare per più ore, tra il 75 e il 95 per cento degli intervistati hanno evidenziato dei benefici. L'Università dell'Australia Occidentale ha invece svelato che i proprietari di animali domestici sono più inclini a scambi amichevoli e al saluto, supportando l'idea che i cani in ufficio possano abbattere le barriere di comunicazione tra estranei, amplificare i sentimenti di comunità e incoraggiare la collaborazione dei dipendenti.

«La serenità e la gioia generate dalla compagnia di un cane sul luogo di lavoro innescano una maggiore disponibilità e possibilità di ri-focalizzarsi meglio sulle attività da svolgere e alzano le prestazioni», spiega la master coach Marina Osnaghi, che ha affiancato imprenditori e professionisti nel raggiungimento dei propri obiettivi.

Ma non sono da sottovalutare i benefici fisici. «Alcuni disturbi, come il pollice a scatto, i disturbi a spalle e braccia, i polsi formicolanti e insensibili per il troppo tempo passato a digitare appoggiati alla tastiera, sono figli di posizioni innaturali e forzate tenute per troppe ore e dell'ansia di fare che si scarica attraverso il corpo. Giocare, coccolare, muoversi con il cane è una formidabile cura a queste patologie tipiche dei luoghi di lavoro più sedentari».

Sono soprattutto i giovani a richiedere maggiormente questo «benefit» aziendale. I millennials ad esempio, che scelgono di vivere da single per lungo tempo, spesso in compagnia di un cane, apprezzano maggiormente luoghi di lavoro flessibili che offrono vantaggi culturali, come gli uffici pet-friendly o che propongono lo smartworking per stare con il proprio amico a quattro zampe. «Ho due Akita Inu di un anno e mezzo, Mirai e Isamu, che porto sempre con me in ufficio fin da quando erano cuccioli racconta Luca Mascaro, founder e Ceo di Sketchin, studio svizzero di Experience Design . Arrivano e riscuotono da tutti la loro quota di coccole. Vederli giocare, rovistare nella carta o stare spaparanzati a pancia all'aria ci fa prendere con la giusta dose di leggerezza le sfide quotidiane e ci regala una dose di concretezza che ogni tanto smarriamo nei meandri della digital transformation».

E un tocco di calore canino che, in questo mondo iperdigitalizzato, forse ci salverà.