Povera lady Etruria tradita persino nella sua Laterina

Soprattutto, nella seconda: la numero due, l'altra grande sconfitta di quest'epopea renziana è lei: Maria Elena Boschi

Nella buona e nella cattiva sorte. Soprattutto, nella seconda: la numero due, l'altra grande sconfitta di quest'epopea renziana è lei: Maria Elena Boschi. L'ex ministro delle Riforme esce a testa bassa dalla sua esperienza di governo, breve ma intensa. Ed è forse l'unica occasione in cui le riesce, di aver la testa bassa, perché in verità a cominciare dall'iter che questa riforma l'ha accompagnata in parlamento, a suon di fiducie, per finire con l'ultimo mese di campagna elettorale, la testa l'ha avuta ben alta. Degna erede del segretario Pd e capo di governo, ha saputo fare foggia di una arroganza senza pari, beffandosi dei propri avversari nel dibattito nelle camere come in quello Tv. Pur ammiccando a ritmi alterni perché il fattore estetico è una carta potente e lei, più militante del partito della rottamazione che di quello Dem, non ha mai avuto l'obbligo di rispettare il diktat ipocrita della sinistra che mortifica la bellezza per accreditarsi nei salotti della cultura. Come se poi, bellezza e intelligenza, non potessero convivere: da buon intenditrice di materie concorrenti, ha saputo giocarsi entrambe le carte, lei. Solo che, l'aspirante madre costituente di una delle meno democratiche riforme che avrebbe potuto vedere la luce in questo Paese, è anche figlia della meno democratica delle fortune: quella che si chiama eredità parentale. Un cognome ingombrante, Boschi, che le è costato caro. L'affaire Banca Etruria ha portato sul lastrico 35mila cittadini, che hanno perso tutto. Lì, in quella terra toscana che è la sua e di Matteo Renzi. Sono la rabbia e il dolore di quella gente, che hanno trionfato nelle urne domenica, e probabilmente hanno potuto ben più di un battito di ciglia o di un accavallamento di gambe, pur opportunamente distribuite tra un comizio e una festa dell'Unità. A nulla è servito sguinzagliare la più bella del reame a bussare «porta per porta» a recuperare voti in ogni dove, dal Venezuela a Sassari: invito prontamente raccolto da Maria Elena Etruria, solo che lei, la ragazza della porta accanto, le porte le ha trovate chiuse in faccia. La fine dell'era Renzi rottama lui e i suoi compagni d'avventura. E quel 50,6 per cento di No a Laterina, cioè a casa Boschi, fra i molti dati di questo referendum ha forse il significato più forte: perché è fatto di uomini e donne che nel silenzio della cabina elettorale, dove le banche non ti vedono e neppure Maria Elena Etruria, a quel governo dei poteri forti ha voluto dare la lezione più dura.

Commenti

johnjrambo

Mar, 06/12/2016 - 11:10

vai a lavorare come fanno tutte le persone sei incapace presuntuosa e sei pure brutta

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Mar, 06/12/2016 - 12:55

Fa pena perché se si sposava quale ministra della Repubblica, tra abito bianco, lancio di riso e confetti, portava anche dei voti di simpatia, al suo Renzo, ma paradossalmente per la sceneggiata nuziale le è mancato il pretendente. Adesso chi è che la vuole una ministra-minestra riscaldata?