Pozzallo, ok all'attracco della nave danese. "La Lifeline fuorilegge, in Italia non sbarca"

Spagna e Francia chiudono alla Ong. Di Maio: sequestrata se entra in porto

L'Italia non retrocede dalla posizione di chiusura alle navi umanitarie, al fine di regolare i flussi migratori, fermare il mercimonio di uomini, donne e bambini da parte dei trafficanti di vite umane, e svegliare l'Europa dalla serena letargia in cui ha vissuto, perché tanto ci pensa l'Italia. Solo in serata - dopo l'appello al governo del sindaco di Pozzallo (Ragusa), Roberto Ammatun, che aveva invocato «motivi umanitari» - arriva l'autorizzazione allo sbarco nella città siciliana dei 113 migranti da giorni in attesa sulla portacontainer danese «Alexander Maersk». L'imbarcazione dispone di viveri e vettovaglie per due giorni e il ministro dell'Immigrazione danese Inter Stjberg ha scritto ieri a Salvini, chiedendo che l'Italia accolga i passeggeri. Anche il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, Mauro Palma, aveva inviato una lettera al comandante generale della Guardia costiera, ammiraglio Giovanni Pettorino, per richiedere «urgenti informazioni». «Spero che i migranti non debbano ancora attendere in nave. Erano in cammino verso l'Italia, per questo è necessario che l'Italia li accolga».

Intanto la Ong tedesca Lifeline, bloccata da 4 giorni di fronte a Malta, con 230 immigrati, fa sapere che presto avrà bisogno di carburante. Il comandante Claus Peter Reisch sferra un attacco al ministro dell'Interno Matteo Salvini. «Gioca con i soccorritori privati. Dovrebbe smettere di incolpare chi cerca di salvare vite umane». La nave ha chiesto approdo alla Francia, ma le condizioni meteo non lo renderebbero possibile. A ogni modo, il ministro francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, si occupa del caso solo per dire che spetta all'Italia accogliere la Ong, ricordando poi, ma solo a parole, che c'è bisogno di solidarietà. Il ministero delle Infrastrutture, in una nota, risponde che «non è vero che il salvataggio dei naufraghi raccolti dalla Lifeline spettasse tecnicamente all'Italia. L'operazione non è mai stata coordinata dal Mrcc italiano e i porti più vicini all'emergenza erano quelli di Libia, Malta e Tunisia». E puntuale arriva anche la risposta di Salvini: «Il ministro francese è ignorante, nel senso che ignora la situazione di questa nave che ha agito ignorando le segnalazioni della guardia costiera italiana e libica. È una nave fuorilegge che va sequestrata. Sarebbe un bel gesto l'apertura del porto di Marsiglia». Rincara la dose il vicepremier Luigi Di Maio sottolineando come la Lifeline «ha fatto una cosa molto scorretta», opponendosi «all'azione di salvataggio della guardia costiera libica». Poi però lascia aperte due strade: «O aprono i porti la Francia, la Spagna e Malta o noi la facciamo arrivare nei nostri, ma poi la sequestriamo».

Fa spallucce pure la Spagna, che si era erta a paladina degli immigrati accogliendo nave Aquarius a Valencia. La Ong ha chiesto al governo spagnolo di concedere visti umanitari agli immigrati a bordo e di negoziare con Malta lo sbarco e il successivo trasporto in Spagna in aereo. «Non possiamo diventare l'organizzazione del Soccorso Marittimo di tutta Europa» è la risposta del ministro dello Sviluppo economico spagnolo, Josè Luis Abalos, al sindaco Ada Colau che aveva offerto Barcellona come porto sicuro. A bordo ci sono anche parlamentari del partito tedesco dei Verdi: Luise Amtsberg, portavoce per la politica migratoria, Manuel Sarrazin, e Michel Brandt della Linke, che descrivono una situazione pericolosa «per i rifugiati e per l'equipaggio».