Preferenze, Berlusconi apre E prova a salvare il premier

La proposta del Cavaliere sulla legge elettorale può calmare i malpancisti del Pd. Ma le soglie di sbarramento non si toccano: "Se le abbassiamo si snatura la riforma"

Il Cavaliere offre a Renzi le preferenze per toglierlo dal pantano. Un vertice ad Arcore tra Berlusconi, Verdini e Letta, avrebbe dato il via libera alla proposta: modifichiamo l'Italicum introducendo le preferenze e la questione di genere ma senza toccare le soglie. Questa sarebbe l'offerta per permettere al premier di sedare un po' di malpancisti interni al Pd.

Berlusconi è costantemente aggiornato sui lavori parlamentari e non esulta affatto per il pantano in cui s'è ficcato il premier. Vero che nei primi due giorni di discussione la maggioranza che regge il patto del Nazareno ha tenuto. «Ma si può andare avanti così?», s'è chiesto il Cavaliere. Anche perché, fino ad oggi, s'è riusciti a scansare la trappola del voto segreto ma non è detto che in futuro (sono ancora migliaia gli emendamenti da votare, ndr ) ci possa essere un capitombolo. Così, Berlusconi accetta di rivedere qualche parte dell'Italicum se questo può servire a velocizzare i tempi di approvazione di un provvedimento a rischio Vietnam. Le aperture di Berlusconi, tuttavia, riguardano le preferenze ma non le soglie di sbarramento. E comunque se ne parlerà a settembre, non prima. L'ipotesi in campo sarebbe una mediazione: capilista blindati e preferenze per tutti gli altri, con alternanza uomo/donna. Un regalo alla minoranza del Pd, molto sensibile al tema, e che non dispiace neppure a qualche azzurro. Non solo: l'offerta delle preferenze può togliere pure l'alibi agli alfaniani. I quali le chiedono a gran voce ma in realtà sono più interessati, senza ammetterlo, a ritoccare le soglie di sbarramento. Proprio su questo, sebbene nella lettera dell'altro giorno Renzi abbia parlato anche di soglie, sul tema Berlusconi resta rigido. «Se le abbassiamo troppo si snatura il senso della riforma», ha concordato con Verdini. Ossia: l'attuale asticella del 4,5% per i partiti coalizzati e dell'8% per chi corre da solo è fondamentale per evitare che i piccoli partiti prolifichino, bloccando, con il loro diritto di veto, qualsivoglia provvedimento.

Insomma, la trattativa è in atto ed è ancora presto per capire che effetti avrà sui cosiddetti «frenatori» ma l'atteggiamento del Cavaliere è di assoluta collaborazione. E un segno tangibile lo si ha anche nel leggere il Mattinale di Renato Brunetta, tradizionalmente duro e intransigente nei confronti del premier: «Il governo sta procedendo con strappi, minacce, ultimatum, bracci di ferro, “tagliole”, “canguri”, contingentamenti, e chi più ne ha più ne metta - si legge nella nota quotidiana del capogruppo Fi alla Camera -. Strumenti e atteggiamenti legittimi e meno legittimi, ma tutti fortemente limitanti della democrazia parlamentare. Ed in un processo di revisione della Carta costituzionale tutto ci vorrebbe fuorché inutili e dannosi atti di forza».

Ecco quindi la mano tesa di Berlusconi che come contropartita avrebbe quella di rimanere centrale e fondamentale nel gioco politico ma non solo. Si sa quali argomenti interessano al Cavaliere: la riforma della giustizia, i tagli alla spesa pubblica e una maggiore attenzione ai problemi economici. Economia che dà segnali sempre più allarmanti e che nel palazzo fa già parlare di una manovra correttiva in autunno. Ed è in attesa di una probabile tempesta d'autunno che, anche sul questo fronte, il Cavaliere tende la mano e chiede di poter dire la sua. «Visti i possibili incidenti di percorso, rinnoviamo pertanto l'invito - scrive Brunetta -. Forza Italia è disponibile sia al confronto sia ad una valutazione congiunta delle necessarie misure da prendere, senza aspettare la fine dell'estate». Gli scenari sono foschi: patrimoniale in vista? Ulteriori tagli alle pensioni? Sempre Brunetta scrive: «Avremmo preferito ragionare più distesamente sulle prospettive ma dopo aver impostato quelle riforme che la Ue, da troppo tempo, ci sollecita, e che non siamo stati capaci di realizzare, Renzi dovrebbe “cambiare verso” alla sua politica. Noi siamo qui: in fiduciosa attesa».

Commenti

xgerico

Gio, 31/07/2014 - 09:49

Dall'articolo............ Ossia: l'attuale asticella del 4,5% per i partiti coalizzati e dell'8% per chi corre da solo è fondamentale per evitare che i piccoli partiti prolifichino, bloccando, con il loro diritto di veto, qualsivoglia provvedimento...............Ma mi sbaglio, o è tutto il contrario sulla proposta di soglia di sbarramento?!

Ritratto di Memphis35

Memphis35

Gio, 31/07/2014 - 11:07

Il collaborazionista di Arcore continua, imperterrito, nella sua opera...Con il compiaciuto consenso degli idolatri di questo forum.

Ritratto di 02121940

02121940

Gio, 31/07/2014 - 14:36

Riprovo2. Sivio prova a salvare Renzi. Va bene. Ma a noi chi ci salverà?