Il prefetto s'insedia nella nuova carica. L'attore Wertmüller: Marino non ama Roma

RomaLa Capitale ha un nuovo sindaco, anche se il diretto interessato non lo ammette esplicitamente. Il prefetto Franco Gabrielli, cui il governo ha delegato numerose funzioni attinenti l'amministrazione di Roma, è il vero primo cittadino e, sebbene non vi sia nessuna ammissione, non vi è stata nemmeno nessuna smentita. Anzi, è stato lo stesso funzionario pubblico a sottolineare con una boutade come i rapporti di forza si siano rovesciati. «Se sento il sindaco? Come no, tra una immersione e l'altra...», ha dichiarato rispondendo a una domanda sui contatti con Ignazio Marino ancora in vacanza ai Caraibi, nonostante le polemiche.

«Non possono esistere giuridicamente diarchie o consolati», ha detto ieri Gabrielli nel corso di una conferenza stampa precisando che «Roma Capitale, ha un solo sindaco che è stato eletto dal popolo». E, tuttavia, «qualora le indicazioni e le proposte del prefetto rimanessero lettera morta», si può procedere allo «scioglimento del Comune», in base alle norme di legge previste dal Testo unico degli enti locali. «Non vorrei che come al solito in questo paese passasse la logica del tarallucci e vino», ha aggiunto rimarcando come il proprio incarico sia quello di garantire la regolarità delle procedure in una città ancora sconvolta dagli strascichi di Mafia Capitale e alle prese con numerose emergenze.

Il punto nodale, però, è proprio l'assoluto svuotamento dei poteri del sindaco in carica. Non a caso ieri si è svolta una riunione organizzativa fondamentale per dare il via ai lavori del Giubileo che partirà il prossimo 8 dicembre. A coordinare il tavolo i due «commissari» inviati da Matteo Renzi: lo stesso Gabrielli e il vicesindaco con delega al Bilancio, Marco Causi. «Suggerirò di rendere quanto più trasparenti, con un'apposita sezione sul sito del Comune, tutti i soldi spesi per l'organizzazione», ha evidenziato il prefetto, mentre l'esponente del Pd ha ribadito che chiederà al governo stanziamenti ulteriori rispetto ai 50 milioni di euro già concessi. Analogamente, ieri mattina è stato lo stesso Gabrielli a incontrare il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per lanciare il numero unico per le emergenze 112 che sarà varato in occasione dell'Anno Santo.

Eppure il mantra del prefetto è sempre il medesimo: il sindaco resta Marino e lui non vuole prenderne il posto. «Vorrei si facesse chiarezza per sempre: Gabrielli sicuramente non si candiderà a Roma per fare il sindaco, il presidente di Regione o per qualsiasi altra carica», ha affermato rilevando come «questa sia la stagione nella quale tutte le istituzioni devono fare quadrato». I suoi non sono «superpoteri» perché «come non ci sono Superpippo o Mandrake non c'è un superprefetto». Di Marino, ormai non si ricorda più nessuno e anche il mondo dello spettacolo l'ha scaricato. «Marino non è attaccato a questa città: il fatto che sia rimasto in vacanza è singolare», ha dichiarato l'attore Massimo Wertmüller, ai microfoni di Radio Roma Capitale.

Commenti

unosolo

Mar, 01/09/2015 - 14:08

la sua elezione è stata strana , non ha mai dimostrato apprensione per la città , ha da subito incentivato spese per le piste ciclabili ignorando la buche della città , da anni si mettono toppe e le poche strate in cui è stato fatto il manto nessuno ha controllato la qualità ed ora sono peggio di prima , soldi in appalti strani che non danno servizi dovuti , Roma è tutta una buca e nessuno chiede il risarcimento dei danno causati da appalti rubati o passati in sub appalti. non ama Roma e se ne frega dimostrando il proseguo delle sue ferie .