Il premio Oscar fa causa a Expo: "Bloccato il mio progetto"

Ennesima figuraccia: gli allestimenti dello scenografo Dante Ferretti non saranno pronti per il 1° maggio. Lui: non usate il mio nome

MilanoI ritardi nei lavori per l'Expo e la certezza ormai che non saranno completati in tempo per l'inaugurazione del primo maggio, mandano su tutte le furie anche il maestro Dante Ferretti. Il tre volte premio Oscar che con una lettera inviata dall'avvocato Giorgio Assumma al commissario Expo Giuseppe Sala, minaccia di «avvalersi di ogni mezzo legale idoneo a salvaguardare il frutto della sua creazione intellettuale, rendendo pubblica la sua opposizione a ogni realizzazione riduttiva del progetto».

Ferretti si dice «sconcertato e arrabbiato» per il fatto che il suo lavoro sia «ancora fermo» quando al via mancano ormai pochi giorni. «Sono quattro anni che lavoro - dice Ferretti contattato dall'Ansa a Taiwan dove lavora a Silence , il nono film dove collabora con Martin Scorsese - Ci ho messo la faccia e il nome. È stato approvato da tempo, ma la gara d'appalto è stata perfezionata soltanto da pochi giorni: non sarà mai pronto per l'apertura. Mi sento dire che forse sarà realizzato per il 2 giugno, Festa della Repubblica. Ma non ci penso proprio a una realizzazione parziale e li diffido dall'usare il mio nome». Impegnato in particolare negli allestimenti del Cardo e del Decumano, i due viali principali, Ferretti vuol rinunciare anche all'inaugurazione: «Certamente non parteciperò, ho un nome da difendere. E anche ammesso che accelerino nella realizzazione, la qualità è fondamentale». Meravigliato il commissario Sala che ieri alla presentazione del padiglione della Veneranda fabbrica del Duomo, ha detto di non saper «cosa rispondere, devo informarmi prima».

Ma a protestare è anche il Codacons, l'associazione dei consumatori che al sindaco Giuliano Pisapia chiede «garanzie» per «l'apertura delle nuove fermate della linea Lilla della metro per collegare Garibaldi a San Siro, facilitando il movimento di migliaia di turisti» e che potrebbero non essere pronte in tempo. Un «ritardo che pregiudicherà l'immagine di Milano davanti a tutto il mondo, visto che i nuovi treni devono accumulare un certo numero di chilometri prima di essere operativi, ma il tempo a disposizione prima dell'inaugurazione è oramai troppo poco». Rischiando così «un blocco della circolazione per problemi tecnici proprio all'inizio dell'Expo».

Commenti

billyserrano

Ven, 17/04/2015 - 10:53

Quindi, tutto nella norma.