Prende a calci gli esuli, operatrice tv licenziata

Non è dato sapere cosa l'abbia spinta alla violenza: l'unica certezza è che alla vista dei bambini Petra Laszlo si è incattivita. E poiché aveva le mani impegnate a sorreggere la telecamera, le botte le ha date con i piedi. La sconosciuta operatrice ungherese diventata famigerata nel giro di poche ore è stata vittima della propria stessa professione: mentre lei prendeva a pedate i piccoli siriani in fuga dalla polizia, altri colleghi la filmavano. Postati in rete, i video delle sue vigliaccate hanno fatto subito il giro del mondo e Petra Laszlo è diventata per tutti il simbolo della cattiveria gratuita, della violenza sul più debole, aggravata da un ruolo di osservatrice che le avrebbe al contrario imposto distacco e non partecipazione attiva. La scena si è svolta vicino a Röszke, nell'Ungheria meridionale, lungo il confine con la Serbia. Da alcune settimane Röszke è diventato il punto di accesso dei profughi siriani che cercano di risalire l'Ungheria per dirigersi in Germania e Svezia. Petra Laszlo si è trovata nel mezzo di uno di questi sfondamenti con i rifugiati in marcia verso nord e la polizia magiara dietro a cercare di fermarli. Nel parapiglia prima fa lo sgambetto a un profugo con un bambino poi assesta un calcione a un ragazzino e infine colpisce forte una bambina. Su YouTube è Petra a essere presa virtualmente a pedate. Su Facebook è un proliferare di pagine contro di lei, non ultimo il Petra Laszlo Shame Wall, il «muro della vergogna». Sgambetti e pedate non le hanno solo portato una fama sinistra, ma le sono costate il posto di lavoro. La donna filmava per N1TV, canale legato a Jobbit, il partito ultranazionalista, accusato fra l'altro di antisemitismo e di neonazismo. Le pedate di Petra sono troppo anche per l'editore del canale che giudica il suo comportamento «inaccettabile» e la licenzia in tronco. E dai banchi del Parlamento, i social-liberali di Insieme 2014 e di Demokratikus Koaliciò hanno annunciato denunce per violenza; e per le sue pedate, Petra Laszlo rischia fino a cinque anni di carcere.