Presa la rom regina dei furti Aveva ben 25 nomi diversi

La giovane, ventisei anni, è stata pizzicata dai poliziotti di Anzio-Nettuno: deve scontare 19 anni

Andrea Acquarone

«Signorina, gentilmente fornisca le proprie generalità». Risposta: «Beh, c'è un piccolo problema... Quali? Dovrei cercare. Sa non ricordo bene... Soffro d'amnesie».

Discorso surreale, ma non troppo. Già perché lei, a dispetto della giovane età, 26 anni, di identità- stando alla media- ne cambiava una all'anno: G. V.- e chissà se queste iniziali fornite dagli investigatori sono davvero quelle giuste- aveva ben 25 nomi e cognomi diversi. Naturalmente alias, come si addice a una Rom che fin dalla fanciullezza era stata addestrata al crimine. Borseggi, taccheggi, furti, soprattutto in appartamenti, le sue specialità.

Tra notti in guardina, processi e non solo in contumacia sparsi da nord a sud del Belpaese, la furbastra nomade, nella sua carriera fuorilegge era riuscita a rimediare un serie di pene che cumulate ne avevano fatto ormai una super ricercata. Insomma tra una condanna e l'altra, esaurita i bonus «condizionale», la ragazza deve scontare 19 anni di carcere. Ma almeno fino all'altro giorno oltre che introvabile, era riuscita sempre a farla. Ricercata da Roma a Milano, da Frosinone a Vicenza fino a Nuoro ed Oristano, in Sardegna, viaggiava indisturbata. Perfetta girovaga del furto, affiancata e coperta da qualcuno della sua tanto sterminata quanto compiacente (eufemismo per complici) parentela. Non certo una novità nel mondo nomade.

Finalmente, però, è stata pizzicata. E il merito va ai poliziotti del Commissariato di Anzio-Nettuno, coordinati dal dirigente Antongiulio Cassandra. Forse la voce di un informatore, magari la «spiefferata» di un rivale, fatto sta che gli investigatori sono venuti a sapere che questa regina dello scasso, si aggirava nella zona di loro competenza. Gli agenti, a questo punto, hanno deciso di battere il territorio, appostandosi soprattutto in alcuni punti dove spesso stazionavano camper e roulotte di zingari. In particolare uno dei mezzi era stato notato muoversi regolarmente tra la zona balneare e la campagna di Aprilia dove si fermava sempre per la notte.

Quando i poliziotti hanno avuto conferma che la ricercata fosse proprio lei, è scattato il blitz. Non è stato semplicissimo catturarla. Nel camper la giovane non c'era, gli altri naturalmente facevano orecchie da mercante. Gli investigatori, in borghese, hanno così bussato con una scusa alla porta di un casolare non lontano da dove il caravan era parcheggiato. Lei non c'è cascata, ha cercato di fuggire dalla finestra sul retro. «Peccato» che ad aspettarla ci fossero un paio di agenti. Per la precisione la scaltra ladrona dovrebbe scontare 19 anni e mezzo di cella. Purtroppo ne siamo certi: non li farà tutti. E magari avrà tempo, e occasioni, per inseguire il record di una sua «collega»: Radica Jovanovic. Lei di alias prima dell'ultima galera ne aveva usati 78.