Prescrizione e intercettazioni. Ecco come cambia il processo

Maggiori tutele sulla privacy. Niente carcere per i giornalisti. Critiche alle nuove norme da Anm, bocciatura dai penalisti

Roma - Tre anni in parlamento e la riforma della giustizia penale arriva in porto, grazie alla fiducia, tra voci critiche anche nella maggioranza, contrarietà delle opposizioni, dal centrodestra al M5S, critiche dell'Anm e bocciatura dei penalisti.

Il disegno di legge varato dalla Camera contiene norme molto controverse. Iniziamo da queste.

NUOVA PRESCRIZIONE

Uno degli obiettivi del ddl è il processo penale più breve, ma la prescrizione si allunga. Dopo una condanna di primo grado scatta la sospensione dei termini per 18 mesi fino all'appello e altrettanti tra secondo grado e Cassazione. Nessun blocco in caso di assoluzione, ma se viene riformata o annullata la condanna i 3 anni saranno computati nei termini di prescrizione per i giudizi di impugnazione. Ha effetto solo per gli imputati contro cui si procede e dura 6 mesi per le rogatorie all'estero. Secondo convenzioni internazionali e ordinamenti europei, per i reati più gravi contro minori (violenza sessuale, stalking, prostituzione, pornografia) la prescrizione decorre dai 18 anni d'età. Per reati di corruzione e induzione indebita, iniziato il processo il tempo di prescrizione può aumentare della metà, invece di un quarto com'è oggi.

INDAGINI: TEMPI CERTI

Per ridurre i «tempi morti» nel passaggio al giudizio, la riforma fissa il termine di 3 mesi (prorogabile di altri 3 e fino a 15 per reati gravi come mafia e terrorismo) perché il pm chiuda le indagini e decida di chiedere l'archiviazione o il rinvio a giudizio. In caso contrario, i procuratori generali possono avocare a sé i procedimenti (è il punto più negativo, per l'Anm). Aumentato a 20 giorni il termine per la persona offesa per opporsi alla richiesta di archiviazione e chiedere ulteriori indagini. Il giudice ha il dovere, se non accoglie la richiesta di archiviazione, di fissare entro 3 mesi l'udienza in camera di consiglio e poi di pronunciarsi sulle richieste entro 3 mesi se non ritiene necessarie nuove indagini.

INTERCETTAZIONI E PRIVACY

La delega al governo punta a garantire la riservatezza delle comunicazioni e delle conversazioni telefoniche e telematiche intercettate, soprattutto di persone occasionalmente coinvolte nel procedimento e delle comunicazioni non penalmente rilevanti.

Il materiale delle intercettazioni dovrà essere selezionato e quello che non è allegato alla richiesta di misura cautelare dovrà essere custodito in un archivio riservato, con facoltà di esame e ascolto (ma non di copia) di difensori e giudice. Nessuna restrizione quanto ai reati intercettabili, ma sarà più semplice il ricorso agli ascolti per quelli contro la P.A.

Prevista una nuova fattispecie penale, con la reclusione non superiore a 4 anni, per chi diffonde il contenuto di riprese audiovisive o registrazioni di conversazioni telefoniche captate fraudolentemente per danneggiare la reputazione di una persona. La punibilità è esclusa quando registrazioni o riprese sono utilizzate per un procedimento amministrativo o giudiziario o per l'esercizio del diritto di difesa o del diritto di cronaca. Non è previsto il carcere per i giornalisti. Si disciplinano le intercettazioni attraverso virus informatici (Trojan), soprattutto per reati di mafia e terrorismo. Il risparmio per le spese delle intercettazioni è calcolato in 80 milioni in 3 anni.

RIPARAZIONE ESTINGUE REATO

Se l'imputato ripara interamente il danno con la restituzione o il risarcimento, eliminandone le conseguenze prima dell'inizio del dibattimento, il giudice dichiara estinto il reato se è procedibile a querela remissibile, sentite le parti e la persona offesa. Una delega al governo prevede l'estensione della procedibilità a querela ai reati di modesta entità, salvo che la vittima sia incapace, per età o infermità.

INASPRIMENTO DELLE PENE

Sale da 1 a 3 anni il minimo della detenzione e aumenta la pena pecuniaria per furto in abitazione e scippo. Per la rapina il minimo della pena detentiva passa da 3 a 4 anni ed è maggiore quella pecuniaria. Si inaspriscono le sanzioni per le condotte aggravate e per lo scambio elettorale politico-mafioso e si prevede la reclusione da 6 a 12 anni.

IMPUGNAZIONI

Si semplifica il regime delle impugnazioni, anche alla luce dei principi Ue. I ricorsi potranno essere proposti personalmente dall'imputato, tranne che per la Cassazione, ma specificando i motivi, a pena di inammissibilità, le prove che sarebbero inesistenti, l'omessa o erronea valutazione. Torna il concordato sui motivi in appello per rideterminare la pena, rinunciando agli altri motivi di impugnazione, escluso solo per reati di mafia, terrorismo, sessuali e contro minori. Per il giudizio in Cassazione, aumentano le sanzioni pecuniarie per ricorso inammissibile, il cui iter diventa più semplice. I casi per la Cassazione di annullamento senza rinvio aumentano e si limitano ancora i casi di impugnazione.

CARCERI

Delega per semplificare revisione di modalità ed accesso alle misure alternative e ai benefici penitenziari e destinazione alle "Residenze di Esecuzione delle Misure di Sicurezza" (Rems) di malati psichiatrici detenuti.

UDIENZA A DISTANZA

Diventa la regola se si tratta di detenuti per mafia o reati molto gravi e per chi è ammesso a misure di protezione, salvo eccezioni motivate.

Commenti
Ritratto di Flex

Flex

Gio, 15/06/2017 - 11:34

Come Cittadino mi chiedo come sia possibile avere fiducia nella Giustizia dopo una riforma del genere. In pratica sempre peggio le varie posizioni politiche nemmeno sulla giustizia riescono a trovare un punto d'incontro e la richiesta di fiducia sancisce il completo fallimento della politica.

ORCHIDEABLU

Gio, 15/06/2017 - 12:28

SALVI I GIORNALISTI QUINDI,FINALMENTE ANCHE CORONA POTRA' AVERE GIUSTIZIA ANCHE SE ORAMAI IL DANNO E' FATTO.( A LUI)