Presidi in rivolta: tutelare i deboli

I dirigenti pronti a disobbedire. Gallera (Fi): è un passo indietro

«La priorità è tutelare la salute pubblica e quella dei bimbi più fragili». I dirigenti scolastici non hanno dubbi di fronte alla richiesta del vicepremier Matteo Salvini. Lunedì 11 marzo saranno i presidi di nidi e materne a dover comunicare ai genitori non in grado di provare l'avvenuta vaccinazione dei loro figli che i bimbi non saranno più ammessi a scuola. Per i più grandi invece potrebbe scattare il meccanismo sanzionatorio.

Il presidente dell'Associazione Nazionale Presidi Antonello Giannelli, trova «giusta la preoccupazione di non traumatizzare i bambini» ma osserva pure che «si continua a non tenere conto dei bimbi più fragili, la cui vita sarebbe a rischio se consentissimo ai non vaccinati per motivi ideologici di frequentare la stessa scuola». Per Giannelli: «C'è un tema di salute pubblica per cui non possiamo essere d'accordo» con Salvini. Molto critico anche Mario Rusconi, presidente dell'Associazione Nazionale Presidi-Lazio che insiste sulla necessità di rispettare la legge. Per asilo nido e scuola dell'infanzia, ribadisce Rusconi, i non vaccinati non hanno diritto «secondo la legge ad entrare a scuola e quindi il preside non deve farli accedere se invece consentisse la frequenza ai bambini non vaccinati contravverrebbe ad una legge dello stato». Dalle elementari in poi invece «il preside dovrà segnalare alla Asl le mancanze e sarà poi quest'ultima a sanzionare i genitori». Rusconi ricorda che «la scuola è fatta di condivisione di spazi comuni ed un preside non può garantire solo per alcuni percorsi privilegiati, zone no limits o camere sterili».

«Non servono proposte di legge di retroguardia», la proposta di Salvini viene bocciata anche dall'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Giulio Gallera di Forza Italia. Per l'azzurro: «Un decreto legge specifico per mantenere nelle scuole dell'infanzia i bambini non vaccinati sarebbe un autogol preoccupante in tema di immunità e di educazione alla prevenzione ed un passo indietro per la salute dei nostri figli». Gallera ricorda che in Lombardia sono stati «raggiunti risultati straordinari superando la soglia del 95 per cento dei bambini vaccinati con esavalente, garantendo una reale immunità di gregge».

Molto duro ovviamente il commento dell'ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin che ha voluto l'obbligo vaccinale che invita Salvini a preoccuparsi «della salute dei bimbi immunodepressi».

FA