Pressing Fi sul premier: sgravi alle scuole paritarie

RomaL'ora della verità si avvicina. Il «Piano per la buona scuola», ovvero la riforma voluta dal governo Renzi, è vicino a tagliare il primo traguardo. Oggi, come annunciato in serata dal premier, il Consiglio dei ministri «varerà solo un disegno di legge, per dare un messaggio al Parlamento e coinvolgere le opposizioni». L'attesa si concentra su un tema classico: l'effettiva eguaglianza economica tra scuole statali e paritarie, che richiama il tema della libertà di scelta educativa per le famiglie. Sul sostegno alle paritarie domenica è arrivato l'appello di 44 parlamentari della maggioranza che chiedono di trovare le coperture finanziarie per sostenere detrazioni fiscali per le rette scolastiche. Sulla questione è forte, però, anche il pressing di Forza Italia che ha inviato una lettera aperta al premier.

L'obiettivo di questo appello, promosso da Elena Centemero, responsabile nazionale scuola e università di F i, è quello di «garantire alle famiglie la libertà di scelta educativa». «È' un preciso dovere dello Stato, sancito dalla Costituzione, nonchè un passaggio indispensabile per rendere finalmente effettivo quel pluralismo educativo che è alla base del nostro sistema integrato di istruzione pubblica» dice la parlamentare azzurra. «Un milione e 200 mila studenti - prosegue - frequentano istituti non statali: a loro e alle loro famiglie lo Stato deve una risposta che si fa attendere da troppo tempo, a causa dei muri ideologici costruiti dalla sinistra. Per garantire la libertà di scelta educativa esistono una molteplicità di strumenti, dalle detrazioni fino ai costi standard. Dopo i tanti richiami venuti anche dall'Europa, è tempo di metterli in pratica».

Elena Centemero - che ha già ottenuto l'adesione di Renato Brunetta, Lara Comi, Rocco Palese, Deborah Bergamini, Mara Carfagna, Ignazio Abrignani, Giuseppina Castiello, Sestino Giacomoni, Cosimo Latronico, Antonio Palmieri, Massimo Palmizio, Giovanna Petrenga, Catia Polidori e Renata Polverini - segnala nella lettera come la Repubblica tuteli questo diritto attraverso il combinato di due articoli della Costituzione: il 3 sull'uguaglianza dei cittadini e il 33 che invita ad assicurare alle scuole non statali «piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni delle statali». E fa notare come tanto l'Ue, quanto la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, rivendichino la libertà di scelta educativa sia per l'individuo che per la famiglia. Insomma «chi non sceglie la scuola pubblica statale non può essere costretto a pagare due volte, prima con le tasse e poi con la retta scolastica. Il tutto mentre lo Stato incassa due volte, con l'imposta e la mancata spesa per l'alunno».