Pretendiamo trasparenza anche dalla Giustizia

Questa non è una foto, è molto di più. Dopo l'imbarazzante «baciapiede», ecco l'abbraccio, con la mano dell'avvocato Leonardo de Cesare che sfiora la pancia del pm di Trani Simona Merra. Un gesto che tradisce confidenza e amicizia, le ragioni per le quali il magistrato Merra avrebbe dovuto astenersi dall'inchiesta che annovera tra gli indagati un capostazione difeso, guarda caso, dal biondo De Cesare, avvocato e testimonial del brand Mascalzone latino. Con lui, ha sostenuto Merra, ho avuto «una conoscenza limitata a quel periodo», luglio 2013. Peccato che questa seconda foto, pubblicata in esclusiva dal Giornale, risalga ai primi mesi del 2014. Le foto imbarazzanti sono sparite dal profilo Facebook del magistrato, ma non dalla memoria di qualcuno. Viene da chiedersi se qualcuno possa poi stupirsi se la fiducia dei cittadini italiani nella giustizia sia tra le più basse in Europa. Non c'entra la politica, non c'entrano i salvacondotti o la querelle sulla prescrizione. Le foto in questione sono il ritratto del piccolo mondo incantato e autoreferenziale di magistrati e avvocati di provincia, che gestiscono un sistema di relazioni e potere fuori da ogni controllo. La trasparenza resta un miraggio, incarichi e consulenze vengono assegnati quotidianamente senza un meccanismo effettivo di accountability. Pretendiamo la trasparenza totale dalla politica, dovremmo fare altrettanto con chi amministra la giustizia in nome del popolo italiano.

Commenti

Valvo Vittorio

Sab, 06/08/2016 - 11:08

Ben detto sull'atteggiamento che un magistrato dovrebbe avere nelle relazioni umane, ma soprattutto nell'esplicare la giustizia. Questo "rigore" non è di tutti e credo sia anche uno dei motivi per cui è consentito l'appello ed anche la cassazione oltre ad eventuali provvedimenti disciplinari al giudice.

Ritratto di Peppino1952

Peppino1952

Sab, 06/08/2016 - 11:43

Gent.ma Dott.ssa Chirico, il mio pensiero va a tutti gli Avvocati che osservano il codice deontologico, a quelli che tirano la carretta giorno per giorno non tracimando mai dall'alveo della correttezza e del rispetto dei ruoli. A coloro che mai ad es. ricevono i testimoni in studio prima dell'udienza, a coloro che sanno rinunciare ad un incarico se prevedono una possibile futura incompatibilità, a coloro che, per farla breve, hanno il rispetto e l'osservanza delle Leggi nel loro DNA.