"Prime cose da fare: caschi blu e corridoi aerei per i veri profughi"

L'intervista a Laura Ravetto

Abolizione della protezione umanitaria e presidio delle coste libiche: Laura Ravetto, deputata azzurra ed ex presidente della Commissione del Comitato parlamentare Schengen sposa la linea di Salvini sull'immigrazione e lancia dalle pagine del Giornale due proposte per superare definitivamente l'emergenza sbarchi.

La Francia accusa l'Italia di «cinismo»...

«Non prendiamo lezioni da chi respinge donne incinte al confine di Ventimiglia e Bardonecchia, da chi tenta in tutti i modi di non applicare l'accordo di Schengen. Piuttosto la provocazione è servita far emergere l'ipocrisia di alcuni Paesi».

La mossa sui porti è solo una provocazione?

«Non è una provocazione fine a sé stessa. Serve a smuovere l'Europa: è la strada che auspico da tre anni».

Ma non risolve il problema

«Sicuramente. Serve un presidio della coste libiche e corridoi umanitari aerei. Il corridoio aereo è l'unica modo per avere la certezza che nell'Uea giunga solo chi ne ha diritto»

L'Italia paga un prezzo altissimo per colpa di istituti come la protezione umanitaria che incoraggia l'arrivo di migranti.

«C'è una proposta di legge che porta la mia firma e del collega Fontana che prevede la cancellazione di un istituto previsto solo nel nostro Paese che consente di regolarizzare migranti con discrezionalità. Salvini cancelli questa legge. Ma ho un'altra proposta da suggerire al ministro dell'Infrastrutture Toninelli»

Quale?

«Modifichi le regole di ingaggio della Guardia Costiera. Non dico che non debba aiutare navi in difficoltà nella acque. Cosa ben diverse se siamo noi ad andare a recuperare navi. E poi Toninelli si faccia promotore dell'istituzione della Guardia costiera europea».

E all'Europa niente appelli?

«Io sono un'europeista convinta. Così convinta che questa Europa non mi piace. L'Italia è sola in una guerra».

Guerra?

«Si, il traffico di essere umani punta a destabilizzare Paesi come l'Italia. E se dunque è una guerra perché non dovrebbe esserci l'intervento dell'Onu».

Commenti

pisopepe

Mer, 13/06/2018 - 08:42

E SI SVEGLIA ADESSO????

kyser

Mer, 13/06/2018 - 12:06

Anche io ho sempre pensato che bisogna andare a prenderli direttamente noi, solo dopo aver stabilito se siano o meno profughi. E rispedire tutti quelli che arrivano nei sei mesi seguenti indietro, a fare richiesta per l'asilo politico in italia da dove son partiti. L'emergenza cesserebbe e se arrivassero altri barconi dopo sei mesi sarebbe solamente immigrazione clandestina da rimpatriare.