Primo contentino da 35 milioni per gli obbligazionisti di Etruria&c

Spiccioli, rispetto ai 431 milioni di danni subiti dalla clientela Per i soci delle ex popolari venete atteso un rimborso del 15-20%

Sono 13.859 le pratiche arrivate a fine 2016 al Fitd, il Fondo interbancario di tutela dei depositi, per la richiesta di indennizzo da parte di detentori di obbligazioni subordinate delle quattro banche salvate a fine 2015. Il 49,8% delle pratiche registrate riguardano Banca Etruria, il 33,1% CariFerrara, l'8,5% Banca Marche e l'8,4% CariChieti.

Il termine ultimo per inviare le richieste è scaduto ieri, ovvero esattamente sei mesi dopo l'entrata in vigore della legge in cui era stato convertito il Dl 59 del 3 maggio 2016 intitolato «Disposizioni urgenti in materia di procedure esecutive e concorsuali, nonchè a favore degli investitori in banche in liquidazione. Vale comunque la data di ricezione dell'istanza da parte del Fondo, non il timbro postale, per chi abbia scelto la via della classica raccomandata. L'indennizzo forfettario è pari all'80% dell'investimento azzerato. Al 30 dicembre al Fondo interbancario risultavano liquidate 2.648 pratiche per un valore di 35,1 milioni. La maggior parte dei rimborsi liquidati (1.641) ammonta a meno di 10.000 euro. Chiusa l'acquisizione delle domande di rimborso ci vorrà almeno fino a giugno per liquidare tutte le pendenze. Il fondo è partito con circa 150 liquidazioni a settimana, ora siamo a circa 300 a settimana e non ci sono grossi margini per aumentare questo ritmo.

«L'ennesima ingiustizia», attacca il presidente del Codacons, Carlo Rienzi che aggiunge: «Solo pochi fortunati riusciranno infatti ad avvalersi degli indennizzi. Si tratta poi di rimborsi elemosina perché a fronte di un danno per i titolari di obbligazioni subordinate delle quattro banche pari a 431 milioni, sono stati finora liquidati appena 35 milioni.

Intanto, a Nordest, i cda della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca (entrambe controllate dal Fondo Atlante e destinate a fondersi) dovrebbero approvare la delibera sulla proposta di transazione agli azionisti che si sono ritrovati con in mano azioni che valgono 0,1 euro.

La proposta punta a rimborsare un valore variabile tra il 15 e i1 20% del prezzo a cui sono state acquistate le azioni, che comunque rimarranno in capo agli azionisti, i quali in cambio dovrebbero rinunciare ad agire contro la banca.